il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

La giustizia di prossimità è ineludibile ,la riforma della geografia giudiziaria del 2013 penalizza soprattutto il SUD.

da Pietro Cusati

 

 

 

 

 

 

E’ necessario affrontare la riforma della geografia giudiziaria del 2013 che è ineludibile ,l’ordinamento giudiziario e del CSM . E’ ’stata una cerimonia solo solenne l’ inaugurazione dell’Anno giudiziario 2022 presso l’Aula Magna della Corte di Cassazione. Dopo la relazione del Primo presidente della Suprema Corte Pietro Curzio, si sono susseguiti gli interventi del vice presidente del Csm  David Ermini, della ministra della Giustizia Marta Cartabia e del Procuratore generale Giovanni Salvi. Il 2021 è stato un anno difficile per tutti,per l’amministrazione della giustizia anche  complesso e segnato da imprevisti. Il Primo Presidente della Corte di  Cassazione Pietro Curzio nella sua relazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario ha dato atto del grande lavoro svolto dai supremi giudici e da tutto il personale della Suprema Corte. Occorre dare un impulso deciso alle proposte per l’innovazione del sistema penitenziario e rispondere alle tante emergenze che affliggono le carceri italiane. Il Pnrr prevede la riforma della giustizia tributaria. Ma prima ancora è necessario affrontare la riforma dell’ordinamento giudiziario e del Csm. Ineludibile come il Presidente della Repubblica, ha più volte sottolineato, interpretando l’animo di molti”. E’ la sottolineatura che fa la ministra della Giustizia Marta Cartabia nel suo intervento alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario, citando alcune delle riforme che andranno fatte quest’anno.Su 295 omicidi volontari nell’ultimo anno 118 sono le donne rimaste vittime sintomo evidente di una tensione irrisolta nei rapporti di genere, di una uguaglianza non metabolizzata. Lo ha sottolineato il Primo presidente della Cassazione Pietro Curzio rilevando che “sono 102 le donne assassinate in ambito familiare/affettivo e in particolare 70 per mano del partner o ex partner”. “Vi è un forte impegno dello Stato a cominciare dagli inquirenti” per contrastare la situazione ma serve “severità in sede di applicazione della legge” e lavorare “a partire dai luoghi dove avviene la formazione delle persone”, ha detto Cuzio.”Inaccettabile il numero degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali, particolarmente grave nei settori maggiormente caratterizzati da attività precarie ed usuranti. L’ Inail ha comunicato che nei primi dieci mesi del 2021 è stato superato il livello delle mille denunzie di infortuni mortali”. ”L’analisi dell’amministrazione della giustizia in Italia mostra, come del resto il Paese nel suo complesso, un quadro in chiaroscuro“, sottolinea Curzio nella sua relazione per l’anno giudiziario in corso nell’Aula Magna della Cassazione alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.Ci sono “criticità e segni di miglioramento”. “Nel settore civile nell’ultimo anno – prosegue Curzio – vi è stato un incremento delle definizioni dei processi rispetto all’anno precedente. Complessivamente la crescita è del 9,8%. Le nuove iscrizioni sono anch’esse cresciute, ma in modo meno intenso, pari all’1,9%”.”Il maggior numero di definizioni rispetto all’incremento delle nuove iscrizioni comporta che le pendenze sono diminuite del 6,5% in confronto all’anno precedente. Si è passati – rileva Curzio – da 3.321.149 a 3.106.623 procedimenti pendenti. E’ un dato sicuramente positivo soprattutto se si considera che dieci anni fa le cause civili pendenti superavano i 5 milioni. Ma i tempi di definizione dei processi rimangono ancora troppo elevati”.  ”Per la prima volta, riforme ordinamentali, processuali e sostanziali sono accompagnate da importanti interventi strutturali e dall’impegno finanziario che questi richiedono. Sembra finito, dunque, il tempo delle riforme a costo zero, che assommavano adempimenti procedurali, sempre più complessi, senza porsi la domanda su chi e come vi avrebbe potuto dar corso”. Lo ha sottolineato il Pg della Cassazione Giovanni Salvi nell’intervento all’inaugurazione dell’anno giudiziario. Permettetemi di rinnovare sentitamente un ringraziamento al Presidente della Repubblica per aver sempre accompagnato quotidianamente il mondo giudiziario, senza mai stancarsi di stimolare un «profondo processo riformatore»,ha detto la Ministra della giustizia Cartabia.’’Vorrei ringraziare ogni magistrato, ogni avvocato, il personale amministrativo, la polizia penitenziaria e ogni operatore della giustizia, per aver garantito la continuità di un servizio essenziale, in un tempo così difficile.’’Nel quadro del PNRR sono state  approvate dal Parlamento la riforma della crisi d’impresa, la riforma del processo penale e quella del processo civile, con un capitolo importante per il diritto di famiglia e dei minori , tuttavia mancano ancora i decreti legislativi di attuazione. Dall’Europa sono  arrivati soprattutto i mezzi finanziari per sostenere il grande sforzo organizzativo ,sviluppo della digitalizzazione, incremento del numero dei magistrati e del personale amministrativo, ristrutturazione degli edifici, nuova organizzazione del lavoro, anche attraverso l’Ufficio del Processo che nel mese di febbraio diventa realtà in tutto il territorio .E’ necessario affrontare la riforma della geografia giudiziaria del 2013 che è ineludibile ,l’ordinamento giudiziario e del CSM,occorre migliorare i servizi relativi alla giustizia al Sud. “Per la prima volta un ministro sceglie questo distretto per inaugurare l’anno giudiziario, segno di grande sensibilità e attenzione al territorio”. Con queste parole, il Presidente della Corte di appello di Reggio Calabria, Luciano Gerardis ha accolto la ministra della Giustizia, Marta Cartabia, che per la consueta inaugurazione dell’anno giudiziario nelle Corti di appello  ha scelto proprio il distretto calabrese.“Ho accolto con piacere l’invito caloroso ad essere qui oggi, la prima volta come ha sottolineato il presidente Gerardis, perché penso che sia giusto che lo Stato, il Ministero, il Governo sia presente proprio laddove la giustizia attraversa le sfide più impegnative” – ha sottolineato la Guardasigilli – “la prima volta a Reggio Calabria, ma per due anni di seguito, il ministro ha scelto proprio la Calabria per la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario nelle Corti di Appello, per esprimere e rinnovare da qui una particolare vicinanza a questa terra che è splendida, ma che sappiamo essere attanagliata da un giogo che la grava, ma anche da un percorso virtuoso di riscatto nei confronti della ‘ndrangheta e dal suo insidioso contagio criminale”.Ripercorrendo i vari problemi sul fronte giustizia, la Ministra ha affrontato il tema dei vuoti di organico, soprattutto di personale amministrativo e di dirigenti che rendono più difficoltoso il lavoro di tutti, specialmente nel distretto calabrese: “Conosco i numeri sulle scoperture (15% a Reggio Calabria), così come conosco il bisogno di rinforzi di magistrati, che si avverte in questo distretto impegnato – come quello di Catanzaro – anche in importanti processi contro la criminalità organizzata. I rinforzi arriveranno” – ha tenuto a specificare.Ma è riferendosi ai giovani, alle nuove generazioni che la ministra Cartabia ha posto l’accento sul rinnovamento futuro, sia sull’innovazione che saranno in grado di portare i nuovi addetti all’ufficio per il processo che dal 24 febbraio entreranno negli uffici giudiziari, che sui ragazzi che in terra calabra “hanno trovato il loro percorso di studi o la loro occupazione lavorativa, magari dopo anni di sbandamento di smarrimento”.Sui primi, sono 208 gli addetti Upp previsti per il distretto di Reggio Calabria che affiancheranno i giudici nel loro percorso. Relativamente ai secondi, la Guardasigilli che nella serata di ieri ha avuto modo di incontrare alcuni giovani reggini, radunati in un immobile confiscato alla criminalità organizzata e seguiti da una associazione che si propone di accompagnarli nel percorso della ricerca della propria strada nel mondo, ha tenuto a specificare: “ho visto giovani che stanno realizzando i loro sogni professionali, che hanno trovato il loro percorso di studi o la loro occupazione lavorativa, volti sorridenti. Ragazzi che sanno farsi compagnia e sanno trasmettersi il gusto di restituire agli altri il tanto che hanno ricevuto. Giovani coppie con i loro figli che si affacciano ora nel mondo: tocca a noi preparare le condizioni per un futuro che possano essere una vera possibilità per loro“.“In mezzo a questi giovani, si respira il ‘fresco profumo della libertà” – ha poi aggiunto ricordando le parole di Paolo Borsellino – “questi ragazzi sono il primo baluardo contro l’illegalità e la malavita, perché hanno scoperto un’alternativa ben più affascinante e convincente dei modelli oppressivi imposti dalla ‘ndrangheta. Questa è la più grande opera di prevenzione: intercettare le inquietudini dei giovani e accompagnarli nella ricerca del loro posto nel mondo significa strapparli dalla rete della criminalità organizzata, indebolendone la presa sul territorio. E loro – i giovani – sono i veri destinatari del piano di ripresa del Paese in atto, che è appunto il Next Generation Ue. Insieme alle indispensabili indagini, ai presidi di sicurezza, insieme alle necessarie risposte di giustizia dei processi, insieme all’accertamento delle responsabilità per i crimini e ai ristori per le vittime, non si interrompa mai – per un radicale ed effettivo contrasto ad ogni forma di criminalità organizzata – quel lento, delicato ma fondamentale lavoro di semina di una cultura diversa che passa attraverso la formazione dei giovani, vero argine alla malattia della corruzione, del sotterfugio e del sopru

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