il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Il 5 marzo 2022 ricorre il centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini, una figura centrale per la cultura italiana,poeta e cineasta del secondo Novecento,noto per la sue critiche al capitalismo , alla borghesia , alla società dei consumi e voleva abolire la TV e la Scuola dell’obbligo.

da Pietro Cusati

 

 

 

 

 

 

 

Bologna,27febbraio 2022. Nelle sale di tutt’Italia tredici film di Pier Paolo Pasolini per celebrare il centenario della sua nascita, dall’esordio nel 1961 ,con Accattone all’ultimo  Salò o le 120 giornate di Sodoma, uscito postumo nel 1975, passando per Mamma Roma (1962), La ricotta (1963), ‘Il Vangelo secondo Matteo (1964), Comizi d’amore’ (1964), Uccellacci e uccellini (1967), Edipo Re’ (1967), Porcile (1969), Appunti per un’Orestiade africana (1970),’Il Decameron (1971),’I racconti di Canterbury (1972), Il fiore delle Mille e una notte (1974).  Nato nella bella e dolce  Bologna nel 1922 , la  città piena di portici, alla quale restò legato per tutta la vita,Pier Paolo  Pasolini  trascorse sette  anni della sua vita, “forse i più belli”, come si legge nel volume “Un paese di temporali e primule”, dagli studi al Liceo Galvani fino agli anni dell’università, e che conservò sempre un posto speciale nella sua memoria, anche in virtù di una fede calcistica incrollabile, nata tirando calci al pallone ai Prati di Caprara. A 100 anni di distanza la dotta Bologna celebra uno dei figli più illustri,poeta e regista ,mostre, eventi, proiezioni, iniziative e spettacoli curati dal Comune di Bologna  e dalle realtà culturali del territorio nel corso di tutto il 2022. Tutte le settimane a partire dal 5 marzo e fino a ottobre 2022, ogni sabato mattina, i luoghi pasoliniani saranno al centro delle visite guidate gratuite promosse dal Comune di Bologna e Destinazione turistica Bologna Metropolitana, in collaborazione con Bologna Welcome per accompagnarci alla scoperta di un Pasolini meno conosciuto e fortemente radicato nella città. Itinerari guidati che andranno ad esplorare le diverse tappe legate alla vita e all’opera del grande artista. A Bologna, al Cinema Lumière, ci sarà un vero e proprio Festival Pasolini, con un programma che attraverserà i cartelloni di marzo aprile, con tutti i film del regista, introdotti da numerosi ospiti, tra cui Alice RohrwacherMarco BellocchioGianni AmelioAscanio CelestiniMargherita CarusoGiacomo Morante. Ci sarà anche una selezione di opere che hanno segnato e influenzato il cinema di Pasolini, visioni giovanili e ispirazioni. Cinecittà e l’Academy Museum of Motion Pictures di Los Angeles inaugurano la prima partnership tra le due istituzioni grazie a uno degli artisti italiani più versatili in assoluto che sarà celebrato con una retrospettiva integrale in occasione del centenario della nascita (5 marzo 1922). Intitolata “Conoscenza carnale: I film di Pier Paolo Pasolini”, la retrospettiva si terrà  all’interno dell’edificio realizzato da Renzo Piano e inaugurato l’anno scorso.Il programma prevede l’utilizzo  di preziose copie in 35 mm realizzate da Cinecittà, compresi alcuni corti e documentari.  L’iniziativa legata a Pasolini è stata la base di un accordo che prevede la programmazione stabile di rassegne, mostre e attività dedicate al cinema italiano per i prossimi cinque anni, a testimonianza del rapporto più che ventennale che lega le due istituzioni. Pasolini rimase affascinato dagli Stati Uniti, New York in particolare, come dichiarò in un articolo del 1966 a firma di Oriana Fallaci.La retrospettiva ripercorrerà i tre periodi principali di Pasolini: la sua reinvenzione del neorealismo italiano (Accattone, Mamma Roma); i suoi scabrosi ritratti della depravazione della società europea (Teorema, Porcile); la trilogia della vita, i piaceri primari del sesso ambientata nell’antichità, e la sua antitesi, il devastante e tetro spettacolo horror della Seconda Guerra Mondiale, Salò. Pasolini ha avuto un impatto sul cinema di grande profondità ed incisività. Perché Pasolini voleva abolire tv e scuola dell’obbligo ?Visto che la scuola «insegna cose inutili, stupide, false, moralistiche, anche nei casi migliori», andrebbe chiusa, scrisse nel ’75 , esprimendo «angoscia» all’«idea che venga aggiunta una “educazione sessuale”» «Si lamenta in Italia la mancanza di una moderna efficienza poliziesca contro la delinquenza. Ciò che io soprattutto lamenterei è la mancanza di una coscienza informata di tutto questo, e la sopravvivenza di una retorica progressista che non ha più nulla a che fare con la realtà. Bisogna oggi essere progressisti in un altro mondo; inventare una nuova maniera di essere liberi, soprattutto nel giudicare, appunto, chi ha scelto la fine della pietà. Bisogna ammettere una volta per sempre il fallimento della tolleranza. Che è stata, s’intende, una falsa tolleranza, ed è stata una delle cause più rilevanti nella degenerazione della masse dei giovani. Bisogna insomma comportarsi, nel giudicare, di conseguenza e non a priori (l’a priori progressista). Quali sono le mie due modeste proposte per eliminare la criminalità? Sono due proposte swiftiane, come la loro definizione umoristica non si cura minimamente di nascondere. 1) Abolire immediatamente la scuola media dell’obbligo. 2) Abolire immediatamente la televisione. La scuola d’obbligo è una scuola di iniziazione alla qualità di vita piccolo borghese: vi si insegnano delle cose inutili, stupide, false, moralistiche, anche nei casi migliori (cioè quando si invita adulatoriamente ad applicare la falsa democraticità dell’autogestione, del decentramento ecc.: tutto un imbroglio)… Ma poiché oggi in Italia la scuola d’obbligo è esattamente come io l’ho descritta (e mi angoscia letteralmente l’idea che vi venga aggiunta una “educazione sessuale”), è meglio abolirla… Quanto alla televisione non voglio spendere ulteriori parole: ciò che ho detto a proposito della scuola d’obbligo va moltiplicato all’infinito, dato che si tratta non di un insegnamento, ma di un “esempio”… Ora, ogni apertura a sinistra sia della scuola che della televisione non è servita a nulla: la scuola e il video sono autoritari perché statali, e lo Stato è la nuova produzione (produzione di umanità). Se dunque i progressisti hanno veramente a cuore la condizione antropologica di un popolo, si uniscano intrepidamente a pretendere l’immediata cessazione delle lezioni alla scuola d’obbligo e delle trasmissioni televisive».

 

 

 

 

 

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