il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

IL 27 gennaio è la giornata della memoria,celebrata in tutto il mondo,per commemorare le vittime dell’Olocausto, “senza memoria non c’è giustizia”.

da Pietro Cusati (Giurista- Giornalista)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La giornata della memoria è stata istituita dall’Assemblea generale della Nazioni Unite nel 2005. Il 27 gennaio del 1945 furono abbattuti i cancelli del campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau e il mondo intero aprì gli occhi sulle nefandezze perpetrate, segnando la fine di uno dei periodi più tragici e bui della storia dell’umanità . «Sapete cosa è successo, non lo dimenticate, e tuttavia non saprete mai.» Il  Parlamento italiano , con la legge n. 211, del 2000, ha istituito il Giorno della Memoria in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani . Il ricordo delle vittime dell’Olocausto è un  esempio di vita e di lotta alla discriminazione culturale, religiosa, etnica, o razziale. Meditare sui tragici avvenimenti che attraversarono e colpirono l’Europa nella prima metà del secolo scorso, il Novecento; «il secolo degli Stermini.» La Costituzione repubblicana, dopo la Liberazione,sancì  solennemente, all’articolo 3, la pari dignità ed eguaglianza di tutti i cittadini, anche con l’espressione “senza distinzione di razza”. I Costituenti ritennero che manifestasse, in modo inequivocabile, la distanza che separava la nuova Italia da quella razzista.I racconti dei sopravvissuti dai campi di sterminio, ma anche la imponente documentazione raccolta negli archivi del Reich, descrivono quei luoghi come l’inferno, il regno della crudeltà, dell’arbitrio, della morte. Bambini, anziani, uomini e donne inabili al lavoro finivano direttamente dal treno alle camere a gas, sperimentate dai tecnici , prima per la spietata e criminale campagna di eliminazione dei disabili e poi con i prigionieri di guerra. Milioni di donne e di uomini, furono depredati di tutto, della dignità e della vita, ridotti e trattati come oggetti senza valore. Ogni anno  migliaia di ragazzi diano vita a una “marcia dei viventi” da Auschwitz a Birkenau, per vicinanza ai sopravvissuti e per ricordo di quanti vi trovarono la morte. Mai più a una società che discrimina,  perseguita, che inneggia alla superiorità razziale, all’intolleranza, al fanatismo.

 

 

 

 

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