Tribunale Sala C.: da Pica a Pittella … passando per Letta

 

Antonio Citera

SALA C. – La sfida ha inizio. Il Consigliere Regionale del PD Donato Pica forte della sua vantata amicizia personale con il Premier Enrico Letta, attacca a spada tratta tutto e tutti. Uno, due, forse tre comunicati al giorno per denunciare e farsi artefice di probabili soluzioni su problematiche che la provincia salernitana e il Vallo di Diano si portano in grembo da decenni. Una su tutte è certamente l’accorpamento del Tribunale di Sala Consilina a quello di Lagonegro, voluta dal Governo con complicità politiche in loco. Da più parti si è gridato allo scandalo, Regioni diverse, Province diverse, Corte d’Appello diversa, ma tutto ciò non ha impedito un trasferimento di palazzo che quasi sicuramente avrà il suo epilogo il prossimo 13 settembre . A Lagonegro è tutto pronto, un nuovo edificio ubicato accanto al tribunale  verrà ripristinato per dar spazio alla nuova grande  Procura, un finanziamento di 570 mila euro da parte della Regione Basilicata che prima di finire sotto inchiesta della Magistratura ha voluto elargire al comune di Lagonegro quasi a benedire il tutto. Ma ecco il colpo di scena. Il nuovo Governo Letta . La vantata amicizia tra Donato Pica e il Premier, a detta di qualcuno potrebbe in extremis invertire le carte in tavola. Si sa in politica il pesce grosso mangia il piccolo, facendone un sol boccone, e  il merito della vittoria di Lagonegro è in larga parte attribuibile all’On. Gianni Pittella, politico di razza che ha saputo tirare l’acqua al suo mulino, schiacciando ogni rivalità. Ma ora le cose potrebbero cambiare, Donato Pica potrebbe prendersi la meritata rivincita e fare la voce grossa spalleggiato finalmente dai poteri che contano. Vediamo cosa succederà, la sfiducia nel Diano è lampante, la gente è stufa da 20 anni di cattiva gestione della cosa pubblica, nessuno ci crede più. Saprà L’on. Donato Pica  ripristinare quella fiducia? Forse ora ne ha i mezzi. Ma si sa spesso è la volontà quella che conta. Quella stessa che fino a questo momento è venuta meno, per mancanza di lucidità politica o per altro, non sta a noi stabilirlo non sta a noi sentenziare su una “scellerata” e assurda decisione che ci penalizza e ci rende sempre più vittime di un sistema sporco e corrotto. Da Roma intanto arrivano segnali incoraggianti, forse ancora un anno di tempo per far valere il provvedimento di chiusura. Un anno che probabilmente servirà a Lagonegro per attrezzarsi in maniera definitiva ad accorpare finalmente la giustizia anche del Vallo di Diano. Le prossime puntate di questa lunga fiction le seguiremo con apprensione e senso civico, con la speranza e lo sguardo rivolto verso L’On. Donato Pica, il politico per antonomasia del Vallo di Diano.

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