SCUOLA: prove Invalsi, l’amaro calice dell’ignoranza indotta da docenti incapaci.

Da Salvatore Ganci

GENOVA – Davvero interessante l’articolo su “Il Secolo XIX” del 13 luglio 2014 (http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2014/07/13/ARqAFGBB-genietti_rapporto_invalsi.shtml) sulle prove INVALSI. Sorprendentemente, rispetto agli anni trascorsi, meno clamore di “associazioni spontanee di genitori”, docenti, sedicenti esperti di “Didattica” a conclamare l’inutilità di queste “prove”. Ciò che maggiormente colpisce dell’articolo è l’ottimistico periodo: “In particolare nel passaggio dalla terza classe della secondaria inferiore (la vecchia terza media) alla fine del biennio delle superiori. Il livello dei liguri, nella media complessiva delle rilevazioni, si alza rispetto allo scorso anno.”. Periodo che vede poco sotto un impietoso: “Piccoli letterati e scienziati che però, poi, vanno perdendosi. I dati delle seconde superiori, infatti, sono tra i peggiori. Un “crollo” delle performance che porta la nostra regione a essere la peggiore di tutto il Nord.”.

Riflettevo sul calo di interessi, di motivazioni e di profitto che osservo di frequente nel passaggio, non tanto dalla Scuola Media al primo biennio delle Scuole Superiori, quanto al passaggio dal biennio delle Scuole Medie Superiori al triennio. Un calo quantificato dalla “media complessiva” ma, soprattutto, un calo nella motivazione a fare della Cultura un investimento per il proprio futuro. Richiamiamo brevemente il significato dell’acronimo “INVALSI”: “Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione”. Perché questo “Istituto” è così inviso ai docenti della Scuola Media? Perché inviso a tanti genitori? Datevi una delle possibili risposte. Io ne propongo una: “Perché valuta l’efficacia didattica dell’azione educativa del docente”.

Nella Scuola Media però c’è un dato in ripresa. Senza volere interpretare i “dati” è possibile che la Scuola Media, abbia, di fatto, rinnovato nel frattempo la sua Didattica in modo da adeguarsi alle richieste in “input”. Che i dati del biennio delle Secondarie Superiori siano ben inferiori alle aspettative del sistema INVALSI è un fatto per cui è spontanea l’ipotesi: “forse la Scuola Media Superiore non ha ancora percepito che il sistema INVALSI valuta anche l’efficacia didattica dell’azione educativa del docente della Scuola Media Superiore?”. La Scuola Media Superiore è anch’essa diventata, con l’autonomia, una “azienda improduttiva” (alla pari delle ASL). Calo di iscritti = situazione di soprannumero = crisi occupazionale. Per cui quell’ovvia selezione/indirizzamento che sarebbe necessario al primo quadrimestre della classe prima si trascina fino al termine della seconda, per scontrarsi con la squallida realtà del terzo anno, quando ormai una correzione di rotta è tardiva…

E se sostituissimo l’Esame di Stato (ex Maturità) con delle prove INVALSI?

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