Governo giallo-verde 2018: visto da Gaspare Russo

 

 

 

 

 

Aldo Bianchini

SALERNO – Venerdì 1 giugno 2018, alle ore 16.00, il primo governo Conte ha giurato nelle mani del capo dello Stato Sergio Mattarella. In poche ore quello che sembrava un quadro politico nazionale fortemente compromesso (era stato richiesto a gran voce la messa in stato di accusa del presidente)  è stato ricomposto nei palazzi delle istituzioni

Come spesso accade in questi ultimi tempi chiediamo all’avv. Gaspare Russo (già sindaco di Salerno e già presidente della Regione Campania); a lui chiediamo ovviamente il suo punto.

Presidente il governo nazionale ha giurato la sua fedeltà alla Repubblica. Cosa le sembra ?

== Siamo alla prova del nove. Speriamo bene. Parlare è una cosa, governare è un’altra cosa. Il governo neonato si renderà ben presto conto che nessuna delle promesse che hanno fatto ai cittadini sarà possibile mantenere. Gli ostacoli sulla loro strada saranno infiniti e molto difficilmente superabili. Altro che governo del cambiamento !! Il Paese andrà incontro ad una recessione sia a livello europeo, sia a livello nazionale e locale. E tuttavia bisogna nel comune interesse, nostro di cittadini, augurare al governo dei Cinquestelle e della Lega di riuscire a governare.

Non è troppo fosco il quadro che ha dipinto ?

== Non mi sembra, anche perché il movimento Cinquestelle e Lega corrono il rischio di svuotarsi, se appena tenteranno di mettere in qualche modo in esecuzione una qualsiasi loro promessa. La prevalente base elettorale della Lega è costituita da un tessuto di piccoli imprenditori, e operai, un esercito di formiche, che non hanno alcun interesse a certe forme generalizzate di assistenzialismo, tipo il reddito di cittadinanza, che per il nord interesserebbe solo il sud e, quindi, gli elettori dei Cinquestelle. Una conseguenza prevedibile di una Italia anche in questo caso di vita in due, un nord produttivo e un sud assistito e parassitario, anziché aiutare l’unificazione del Paese ne approfondirà la divisione. Altro che meridionalismo !!

Presidente, lei parla di un Sud assistenziale e parassitario; ma allora dà ragione a Juncker ?

==Assolutamente no. Non bisogna confondere l’abituale clichè, che accompagna l’Italia all’estero, con la realtà. L’Italia è un paese a macchia di leopardo, in alcune regioni e in molti settori all’avanguardia anche rispetto ai livelli degli altri Paesi europei. Tanto per fare un esempio la Lombardia, il Veneto e l’Emilia Romagna sono regioni di prima fila rispetto ad altre regioni europee, comprese quelle tedesche.

Secondo lei presidente cosa rischiano i vincitori delle ultime elezioni stando al governo ?

== Di perdere il loro prevalente elettorato tradizionale.

Concretamente cosa può succedere ?

== La promessa di un reddito di cittadinanza generalizzato può mai essere accettabile per un imprenditore e un operaio del nord ? Se dovesse essere varato da questo governo, cosa che credo difficilissima, ne risulterebbe aggravata la divisione tra il nord produttivo ed il sud assistito. Con l’andata al governo i Cinquestelle e la Lega corrono il serio rischio di svuotarsi (come ho già detto). Il che alla fine non sarebbe un male.

Insomma lei presidente i giovani al governo non li vede bene ?

== E perché mai dovremmo considerarli dei giovani. In politica, sull’onda del ’68, abbiamo già sperimentato la fantasia dei giovani al governo, che poi al governo non ci sono mai andati.

Nel corso della crisi era stata chiesta la messa in stato di accusa per Mattarella. Lei da che parte è schierato ?

== Dalla parte del Presidente della Repubblica, pur essendo alquanto critico sul suo comportamento in diversi momenti della crisi.

A Milano il sindaco di oggi insieme ai sindaci del passato hanno manifestato pro Mattarella. E’ d’accordo ?

== Assolutamente si. I sindaci nel nostro Paese e anche altrove sono i rappresentanti autentici dei cittadini.

Al sud e in Campania come mai nessuna uguale iniziativa ?

== Domanda pertinente e intrigante, la vostra. Una ennesima manifestazione del ritardo culturale e politico che affligge il sud. 

Presidente ma non era possibile una analoga iniziativa a Salerno ?

== Direi quasi impossibile !! L’iniziativa dei sindaci milanesi abbraccia un arco temporale di oltre un quarantennio. A Salerno dal 65 all’87 si sono succeduti dieci sindaci, nove della D.C. e uno del P.R.I.. Dal 1987 al 2005 tre sindaci, uno del P.S.I., due del P.C.I., e poi fino al 2016 De Luca sindaco comunista e infine Napoli del PD.

Presidente, secondo Lei è possibile una presenza partecipativa alla cosa pubblica dei sindaci di Salerno tuttora viventi ?

== Chi governa oggi non la vuole in nessun modo. Senza fare polemiche, qualsiasi tipo di rapporto ad esempio tra il Comune e i vecchi sindaci viventi non è assolutamente gradito. I sindaci di Salerno viventi, in ordine cronologico, dal 1970 sono: Gaspare Russo, Bruno Ravera, Aniello Salzano, Mario Borrelli, Mario De Biase e Vincenzo De Luca, tutti della Democrazia Cristiana esclusi De Luca e De Biase del fu PCI. Esemplifico con qualche mia esperienza personale, a livello collaborativo e senza alcuna pretesa il rapporto tra comune ed ex sindaci viventi è inesistente. Non posso parlare degli altri, ma posso fare appello alla mia personale esperienza. Non ricevo mai nessun invito alle manifestazioni organizzate dal Comune. Men che mai neanche la rassegna stampa organizzata dal Comune e inviata ad una pletora di destinatari. In occasione, per esempio, di alcuni problemi rilevanti per la Città segnalai garbatamente, e senza pubblicità, al Sindaco in materia di parcheggi e consumo di suolo, un’esperienza maturata in Francia, nell’Alta Savoia, nella città di Annecy. Il sindaco non mi degnò neanche di una normale risposta. Anche in un’altra occasione, oggi all’ordine del giorno, la costruzione della chiesa al Parco del Galiziano, ho ricordato al sindaco che il problema fu affrontato durante il mio sindacato con l’approvazione della lottizzazione all’unanimità dal Consiglio Comunale. In sostanza voglio dire che gli episodi possono essere molti, quali i collegamenti tra il porto e le autostrade, il viadotto Gatto, i retroporti, il corridoio europeo n.1 Palermo-Berlino, e mi fermo per non annoiare i lettori, tutti problemi fondamentali per Salerno e la sua area sub metropolitana; la conoscenza del passato è tanto fondamentale, quanto ignorata e archiviata, per non parlare del fronte del mare. Un passato sempre accompagnato da decisioni approvate all’unanimità o a larghissima maggioranza in Comune e negli Organismi competenti, assistiti anche da finanziamenti che sono andati perduti per l’inattività di chi nei vari periodi era al governo della città.

Su tutti questi problemi Presidente possiamo ritornarci ?

== Se interessano, perchè no. Sono tutti problemi sul tappeto rimasti irrisolti.

 

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