San Francesco d’Assisi: il sindaco Guercio scrive ai suoi concittadini “Rialzati Buonabitacolo”

Aldo Bianchini

ASSISI / BUONABITACOLO – Avrei potuto tranquillamente pubblicare, per dovere deontologico ma in maniera spocchiosa, la lettera aperta scritta da Giancarlo Guercio (sindaco di Buonabitacolo) e diretta a tutti i suoi concittadini: un giornalista, però, deve saper cogliere i momenti in cui intercettare i pensieri (anche quelli politici) di coloro che sono impegnati nella gestione della cosa pubblica e commentarli, anche a costo di farsi inopinatamente dare del “giornalista servilista” come ha fatto tale Angelo Vita (non so se esiste davvero !!) a commento del mio articolo del 26 settembre scorso, sempre su Buonabitacolo.
Ho letto molto attentamente la lettera aperta, sofferta e per certi versi drammatica, che Guercio ha scritto per i suoi concittadini buonabitacolesi e sono rimasto sinceramente colpito dalla impressionante lucidità e semplicità con cui, Giancarlo, riesce a tradurre su carta il suo pensiero che può e deve essere il pensiero comune non solo per i cittadini del suo paese ma anche per tantissime altre comunità che vivono le stesse difficoltà di gestione amministrativa in rapporto alla carenza di mezzi, di risorse tecniche e di risorse umane.
Dopo la visita di Guercio al Santo di Assisi credo che il sindaco di Buonabitacolo sia l’unico della provincia di Salerno a scrivere una lettera così bella e coinvolgente; una lettera che, al di là della facile ed inutile retorica, dimostra la grande attenzione verso i suoi concittadini (amici e avversari, adulatori e denigratori) e, soprattutto, che Lui è andato ad Assisi non per fare la solita gita ricreativa ma per inginocchiarsi e pregare realmente dinanzi al Santo Patrono d’Italia e per perdonare gli autori delle tante asprezze nei suoi confronti.
Pubblicare la lettera di Guercio, così come è pervenuta, avrebbe significato buttarla lì come una semplice notizia, semmai un po’ più lunga delle altre ma anonima come tutte le altre; la necessità di un approfondimento dal quale fare scaturire delle considerazioni mi è sembrato assolutamente doveroso, non tanto e non solo per assolvere ad uno dei compiti del giornalista, ma anche per partecipare un “grido di dolore” che, al di là di ogni colore politico, contraddistingue gli uomini veri da quaquaraquà.

DI RITORNO DA ASSISI. LETTERA APERTA AI BUONABITACOLESI.
Cari concittadini,
in questi giorni ho avuto il privilegio di partecipare alle celebrazioni di San Francesco d’Assisi, Patrono d’Italia. È stato per me un onore rappresentare la comunità di cui sono Sindaco e ho avuto occasione di relazionarmi con numerosi altri sindaci della Campania, col Governatore De Luca, con il sindaco di Assisi Proietti, con il Sindaco di Napoli De Magistris e col Presidente del Consiglio Conte.
Ogni anno l’olio delle lampade del convento francescano è consegnato da una delle 20 regioni italiane. Quest’anno, dopo 19 anni, è toccato alla Campania. E Buonabitacolo c’era, contribuendo a ottenere il record assoluto di sindaci presenti e a rendere possibile un evento di portata straordinaria, per importanza e per contenuti.
La presenza di Buonabitacolo è attestata nel libro degli ospiti che ho sottoscritto insieme agli altri presenti; c’era, Buonabitacolo, nei momenti di altissima ufficialità istituzionale, civile e religiosa; c’era nelle preghiere consegnate sulla tomba del santo poverello.
Ci sono voluto andare perché era importante che io fossi lì. Ci sono andato mettendoci il mio tempo e le mie risorse, anche economiche, per attestare la presenza del paese che rappresento. Ci sono andato per vivere un momento di elevazione. Ma il viaggio, ricco di emozioni e di commozione, è stato accompagnato anche da non poche note polemiche, da accaniti livori, da ingiusti commenti per il reiterato disagio del disservizio idrico. Pur non essendo fisicamente presente, ho seguito gli interventi di riparazione della condotta principale, ma ho anche colto l’occasione di rappresentare il disagio al Governatore De Luca. Ho letto un post che mi invitava a chiedere a San Francesco di far tornare l’acqua. L’ho fatto, ma sono andato oltre. Ho chiesto a De Luca di sostenere il progetto di rifacimento della rete idrica, progetto che abbiamo presentato a marzo scorso, e che risolverebbe il “problema dell’acqua”. Ho anche chiesto a San Francesco di invogliare i cittadini a rispettare i beni comuni, le risorse essenziali, come, appunto, l’acqua, risorse che vanno valorizzate e non sprecate, o – peggio ancora – rubate; gli ho anche chiesto di infondere in taluni cittadini il senso civico e dell’appartenenza, ad esempio ispirando il principio che i tributi vanno pagati perché non sono una mannaia esercitata dallo Stato o dalle Istituzioni, ma sono un corrispettivo dovuto per la salvaguardia dei Beni comuni e per la garanzia dei servizi essenziali. Gli ho anche chiesto di suscitare la bontà d’animo e di aiutare le persone a superare i rancori, l’accanimento gratuito, le frustrazioni. Ho chiesto al poverello di Assisi di suscitare una sensibilità nuova, di invogliare uomini e donne alla collaborazione e scongiurare l’inutile disfattismo; gli ho chiesto di alimentare gli atteggiamenti propositivi e di allontanare ogni forma di odio e di invidia. Gli ho chiesto di infondere amore nel cuore dei miei concittadini, affinché si possa vivere nella serenità, di cui abbiamo tanto bisogno.
Mi dispiace che alcuni concittadini, anche tra i nostri sostenitori, ci invitino “ad andarcene, a evitare di offendere gli altri, a essere seri nell’operato amministrativo”. Mi dispiace davvero perché ho il polso della situazione, siamo ben calati, e responsabilmente, nella miriade di problematiche dell’Ente, c’è una intera squadra amministrativa che si prodiga quotidianamente, e Dio solo sa con quanto spirito di sacrificio e abnegazione, per risolvere le tante, numerose questioni ereditate e che coi tempi degli uffici, della burocrazia e delle persone stiamo affrontando e risolvendo. Non mi va, nella maniera più assoluta, di vedere squalificata in modo approssimativo e qualunquista l’azione e l’impegno mio, della Giunta, dei Consiglieri comunali e di tanti cittadini operosi che ci donano il loro tempo e le loro risorse. Che si abbia rispetto di chi si prodiga per gli altri e si abbia la decenza di non parlare se non si ha qualcosa di sensato da dire. Non siamo certamente lo sfogatoio dei perdigiorno.
Con tutta onestà non condivido un certo livore. Abbiamo assunto impegni ai quali con fatica stiamo corrispondendo giorno dopo giorno. Qualche errore di comportamento e di procedimento lo commettiamo anche noi, non siamo né santi né perfetti. Ma l’accanimento ingiustificato non è sostenibile. Mi piacerebbe tanto vedere che alla polemica e all’opinionismo di discutibile valore ci si prodigasse fattivamente, con azioni di proficua collaborazione. Ribadisco ciò che soltanto poco più di un anno fa dicevo su un balcone: “Rialzati Buonabitacolo, fai quello scatto di orgoglio che serve per rialzarsi”, e guarda vero una prospettiva di giustizia, di impegno, di bellezza.
Il progresso e lo sviluppo di un popolo non si può delegare a nessuno: ognuno è chiamato a rispettare la dignità delle persone, il ruolo delle istituzioni e a fare la propria parte per una reale crescita, comune e condivisa.
Con questi sentimenti mi rivolgo a tutti voi dalla scrivania che mi avete affidato, guardando con onore il nostro stendardo, considerando con profondo rispetto le vostre aspettative e i vostri bisogni, cercando di interpretare le azioni più giuste e più valide per il nostro paese. Queste le emozioni che vi trasferisco al ritorno di un viaggio ricco di umanità, di spiritualità e fraterna condivisione.

Il vostro Sindaco, Giancarlo Guercio

Dalla residenza municipale, il 5 ottobre 2018

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