Il deregolato potere temporale televisivo

 

 

Da Antonio Cortese (docente – giornalista)

 

Le costituzioni moderne e postmoderne ancora non sembra abbiano preso in seria considerazione un fattore che nel 1900 ha fatto passare il potere temporale dal Vaticano ai moderni mezzi di comunicazione, prima alla radio , poi alla tv e quindi al web.

 

Lutero ed Enrico Ottavo tra gli altri, secoli addietro, già cercarono di liberarsi dalle catene cattoliche nei relativi modi attestati dalle vicende storiche, facendo progredire economicamente  socialmente e civilmente nazioni che hanno successivamente dettato leggi e norme in giro per il mondo ancora vigenti.

 

Poi l’avvento dei mezzi di teletrasmissione tecnologica ha fatto il resto, poiché le vicende umane dal secolo scorso vengono determinate dalle edizioni di svariate compagnie private a prescindere da ogni religione o appartenenza geo-nazionale.

 

Una delle prime leggi che il Regno Unito cercò di produrre in merito nel 1984, il “Cable Broadcasting Act” fu uno dei primi tentativi di un governo europeo dopo le già rodate esperienze liberali statunitensi, per cercare di irretire un fenomeno difficilmente da badare se non preso dalla coda.

 

La storia della situazione in Italia, dalle leggi craxiane a quelle Mammì, fino ad altrettanti goffi tentativi riguardanti la “privacy” la sappiamo.

Sull’esempio di Zio Silvio dagli anni novanta vanno destreggiandosi maccheronicamente molte compagnie ed aziende specie a foraggiare il mercato pubblicitario, i cui esponenti politici come alibi hanno saputo produrre ideologie di “deregulation” fino alle autorità garanti e di vigilanza che però non fanno altro che avallare un contesto difficilmente e quasi mai moderato, se non alimentando l’istituzione di un duopolio la cui osmosi ha reso il servizio pubblico una chiara imitazione deli modelli privati nel costume, nei tempi  e nello stile.

 

Uno stile sul quale si accaniscono pertanto un po’ tutti ,vecchi e nuovi intellettuali, vecchie e nuovi tribunali, vecchie e nuove commissioni; ora che con internet l’accesso alla cultura è democraticamente in continua espansione, si tuffano nella rete incontrollata voci ed informazioni anche innovative ma cha vanno comunque ad incagliarsi nelle maglie di cordate del business temporale, imprenditoriale e decisivo di pochi attori o personaggi, uomini di affari (propri) che trascendono e superano i tasselli in calce nero su bianco di codici e costituzioni, vangeli o semplici regolamenti da cliché o da libretto delle istruzioni fino al bugiardino medico.

 

In tale quadro della realtà incorniciata dal mondo dell’informazione e dell’intrattenimento tecnologico, quei pochi che si liberano dai dogmi ecclesiastici difficilmente sapranno liberarsi appunto da quelli tele-mediatici.

 

La competenza professionale oltre che intellettiva é dunque requisito indispensabile per limitare le agitazioni provenienti dal malessere e dall’ignoranza di determinati personaggi applauditi senza coscienza, le cui voci ed opinioni smistano e distraggono il buon andamento di un governo.

 

Il vecchio potere temporale che regola col calendario cristiano il mondo, per cui data ed ora siano identiche e rispettate in ogni aeroporto nel 2025, ha lasciato il testimone ai media che lo utilizzano ma senza rispettarne né il significato né scadenze saggiamente in armonia coi ritmi naturali, per cui i conflitti, i cambi e gli stravolgimenti climatici e sociali che invece non avrebbero modo ancora di esistere dato il progresso raggiunto.

 

 

 

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