MAGISTRATURA: i danni verso la sinistra … da Garlasco all’Imam, la caduta della giustizia

 

Aldo Bianchini

SALERNO – Sarò pure una persona ignorante, come lo sono, dei rapporti che regolano le interconnessioni tra politica – magistratura – giornalismo e giustizia, ma ci sono cose quasi elementari che nessuno può far fi9nta di non vedere e di non capire; soprattutto la sinistra politica di questo Paese che prima o poi dovrà decidersi a prendere posizione almeno contro un magistrato (tra gli oltre 10mila in servizio) per far capire che nessuno è unto dal Signore.

Oltretutto per ristabilire le regole del giusto rapporto tra i vari poteri dello stato, anche per affermate che quello della magistratura è ritenuto ingiustamente un potere che, invece, è e rimane un servizio.

Se la sinistra italiana con capisce in fretta che soprattutto per quanto attiene la sicurezza e gli extracomunitari non si può più lasciare tutte le decisioni nelle mani dei magistrati che spesso tracimano da quella “giustizia commutativa” che è la loro missione nella più comoda o scomoda “giustizia distributiva” che è strettamente di natura politica, il risultato sarà che per vincere le elezioni politiche ci vorrà davvero un miracolo.

GARLASCO – La magistratura di oggi non è più quella dei primi anni ’90 con tangentopoli e la furiosa azione sull’onda di un giustizialismo popolare, ma è diventata una magistratura assetata di “potere politico”, e non solo. Tutto ciò che sta accadendo a Garlasco, dove i singoli magistrati ce la stanno mettendo tutta per destabilizzare il sistema ordinamentale generale che per secoli ha retto nella “culla del diritto” contro ogni tentativo di guerre intestine. Oggi, si proprio oggi, dovrebbe iniziare presso il tribunale di Pavia il cosiddetto “incidente probatorio” che dovrebbe farci capire se Andrea Sempio può essere considerato un presunto colpevole dell’assassinio di Chiara Poggi, ovvero se conseguentemente Alberto Stasi, che è in carcere da dieci anni, può beneficiare di un processo di revisione. Se gli inquirenti di Pavia dimostreranno di non  avere prove a sufficienza per avviare l’iter descritto assisteremo alla svolta decisiva con il solco di credibilità, tra popolo e giudici, che si allargherà enormemente e che porterà verso una caduta inarrestabile della figura del magistrato in genere ed anche di tutta una serie di investigatori che hanno il pallino di credere che un rapporto giudiziario sia equivalente ad una sentenza passata in giudicato.

 

 

 

IMAM – Per l’imam di Torino Mohamed Shahin, classe 1978, destinatario di un decreto di espulsione dall’Italia a firma del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, “si esclude la sussistenza di una concreta e attuale pericolosità”; questa la paradossale (per dire poco !!) decisione della Corte di Appello di Torino che ha smantellato una decisione del Governo (e per esso del ministro degli interni) di trattenere l’imam nel cpr di Caltanissetta per la giudicata alta sua pericolosità sociale nell’attesa del suo rimpatrio. Il giudice monocratico Ludovico Morello (beato lui !!) ha capito subito tutto e, sostituendosi al Governo, ha rimandato libero l’aggressivo personaggio che in patria rischierebbe la pena di morte e che qui da noi è da considerare, secondo il giudice, una specie di agnellino buonista. Bene !!, credo però che un’altra valanga di voti popolari andrà verso la destra sovranista ed autoritaria.

 

 

 

 

 

COSA FARE – Sono due, a mio sommesso avviso, le cose da fare: innanzitutto far capire ai giudici che una decisione governativa è inalienabile soprattutto quando si tratta di sicurezza nazionale, e poi qualcuno dovrebbe muoversi per mandare a casa la Elly Schlein che sembra inamovibile; tantissimi molto più quotati e culturalmente attrezzati al posto suo hanno avuto in passato sorti molto peggiori ed a volte sono stati disarcionati brutalmente. Solo così la sinistra potrà sperare di vincere, al di là dell’inesistente campo largo.

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