Natale senza anonimi illustri

 

Da Antonio Cortese (docente – giornalista)

Al recente convegno di Bianchini tra la folla ho avuto il piacere di conoscere un poeta “sopravvissuto” che cito nelle successive righe. Tale incontro fortuito ha ricordato il bisogno forse di pochi di dover ricordare Zaccaria, Liguori, Amaturo.

Definirli semplicemente colleghi sarebbe infatti riduttivo per i salernitani poiché si tratta di personaggi che hanno speso la vita per collegare davvero un senso di identità cittadina, non solamente sportiva.

“Giggino” Liguori in particolare, il Giorgio Bracardi salernitano, era quell’antipatico che regalava simpatiche polemiche di cui ti accorgevi solamente rientrato una volta a casa; oltre a raccontarmi gli aneddoti dei salernitani dagli anni cinquanta ad oggi a differenza di Amaturo senior e junior che invece erano sempre pronti a sdrammatizzare qualsiasi situazione in cui vi fossero coinvolti gli stessi Tartarone che invece conoscevo non di persona se non per qualche saluto incrociato ma più televisivamente.

Come anticipato nell’articolo per la scomparsa di Amaturo terrei a ribadire la necessità qualora prevista, di dedicare maggiore attenzione  alla gente di Salerno e a ciò che davvero rappresenta ancora il tessuto vivente in città piuttosto di addobbare con futili ed esogene opere una città che si è ricordata di Alfonso Gatto solamente dopo cinquanta anni anche grazie a chi, come Alfonso Gargano , incontrato alla fine del convegno di cui alle prime righe di questo intervento, fa della poesia radicata qualcosa di concreto e non vane  parole eleganti per destreggiarsi in un bistrot.

Infine non lascerei agli anni passati il ricordo di Gaetano De Simone, sindacalista ribelle, scugnizzo “serrajuolo” che andava a dare fastidio nelle redazioni ed in ogni ufficio a Salerno per sciacquare la testa e la memoria a vecchi e nuovi socialisti, “alluccando” a chicchessia un vero e fermo diritto di partecipazione civile in periodi già ed ancora asserviti alla fantapolitica.

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