Sanità pubblica e consenso elettorale: una questione di correttezza e trasparenza

da Sarel MALAN

Sarel Malan, candidato al Consiglio comunale di Salerno nella lista Forza Salerno e Consigliere dell’Ordine degli Avvocati, interviene su una questione che, in questa campagna elettorale, sta emergendo con crescente evidenza e che merita una riflessione seria e non più rinviabile.

La partecipazione alla vita politica è un diritto costituzionalmente garantito e nessuno intende metterlo in discussione. Tuttavia, quando tale partecipazione si intreccia con l’esercizio di funzioni pubbliche particolarmente sensibili, come quelle svolte all’interno del Servizio Sanitario Nazionale, è necessario interrogarsi sui possibili rischi di distorsione.

Il rapporto tra medico e paziente è, per sua natura, fondato su fiducia, delicatezza e spesso anche su una condizione di fragilità del cittadino. Trasformare, anche solo indirettamente, questo rapporto in un canale di ricerca del consenso elettorale rischia di alterare profondamente l’equilibrio tra funzione pubblica e interesse privato.

In questi giorni si registrano episodi che destano preoccupazione: contatti telefonici, richieste di dati personali, invio di materiale elettorale a soggetti entrati in relazione con strutture sanitarie pubbliche. Anche laddove tali comportamenti non integrino immediatamente violazioni di legge, pongono un problema evidente di opportunità e correttezza istituzionale.

La sanità pubblica deve restare un luogo neutrale, impermeabile a ogni forma di pressione o strumentalizzazione. Non può e non deve diventare terreno di costruzione del consenso politico.

Per questa ragione, è necessario avviare una riflessione seria a livello normativo affinché si introducano regole chiare:
• separazione netta tra attività sanitaria e attività elettorale;
• divieto esplicito di utilizzo di relazioni professionali e dati acquisiti nell’esercizio della funzione per fini di propaganda;
• valutazione dell’introduzione di periodi di sospensione o aspettativa per chi ricopre ruoli pubblici particolarmente esposti durante la campagna elettorale.

Non si tratta di limitare diritti, ma di garantire equità tra i candidati e, soprattutto, di tutelare la credibilità delle istituzioni.

La politica deve essere competizione leale, non vantaggio derivante dalla posizione. E la sanità deve continuare a essere un presidio di cura, non uno strumento di consenso.

Su questo tema serve chiarezza. E serve adesso.

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *