Aldo Bianchini
VALLO di DIANO – L’argomento che mi accingo a trattare non appartiene soltanto al Vallo di Diano ma inonda tutto il Paese, dalle grandi metropoli alle più piccole e sperdute località.
E’ sufficiente che vi sia un distributore di carburanti, anche se microscopico, che la truffa va subito in scena.
A causa della crisi dello stretto di Hormuz (noto come Strait of Hormuz) praticamente occupato dall’Iran da sempre e, soprattutto, a causa della dissennata guerra portata dagli USA contro l’IRAN Il costo del petrolio lievita verso l’alto e scende verso il basso in un continuo altalenarsi di prezzi alla pompa.
Ed è qui che accade l’inverosimile; appena il prezzo del greggio cresce aumenta immediatamente il costo alla pompa; ma quando il greggio scende non altrettanto avviene al prezzo alla pompa che, nonostante i vari DPCM emessi dalla Presidente del Consiglio dei Ministri, non si adegua all’istante.
Delle due l’una; o nessuno se ne frega di controllare, oppure chi deve adeguare il prezzo commette un reato di natura fiscale che sfocia nel penale perché un DPCM è un decreto immediatamente esecutivo; è inutile venire a dire, da parte dei venditori al dettaglio, che devono prima smaltire le scorte pagate in più, perché sarebbe facile ribadire da parte del consumatore che la stessa cosa dovrebbe avvenire al contrario quando le scorte sono state pagate in messo.
La truffa c’è, è indiscutibile. Ma il contorno è tutto una giungla inestricabile.
Sul territorio del Vallo di Diano operano una Tenenza dei Carabinieri ed una Tenenza della Guardia di Finanza che, a mio parere, hanno l’obbligo del controllo; non mi risulta che sia stata ancora elevata una contravvenzione o disposto la chiusura (almeno pro-tempore) di un impianto di distribuzione.
Ancora ieri partendo in macchina dal Caiazzano di Sassano, passando per Silla e Trinità, per raggiungere Sala Consilina ho letto i prezzi più disparati ma nessuno vincolato all’ultimo DPCM.