da Freedom Comunicazioni
Dietro ogni rullo di tamburo, ogni bandiera che si alza nel cielo di Teggiano e ogni esibizione che emoziona migliaia di spettatori, c’è molto più di uno spettacolo. Ci sono mesi di allenamenti, sacrifici, amicizie, passione e un forte senso di appartenenza. C’è soprattutto una scelta precisa della Pro Loco Teggiano: investire nei giovani, offrendo loro un luogo dove crescere, condividere valori e diventare ambasciatori del territorio.
È con questo spirito che proseguono i preparativi per la 31ª edizione di “Alla Tavola della Principessa Costanza”, in programma l’11, il 12 e il 13 agosto, mentre le prove entrano ormai nel vivo. Tra i protagonisti più attesi ci saranno, come sempre, le Tamburine dello Stato di Diano e gli Sbandieratori e Musici dello Stato di Diano, due gruppi che negli anni sono diventati un autentico orgoglio della Pro Loco Teggiano e dell’intero Vallo di Diano. Nati e cresciuti all’interno della manifestazione, oggi rappresentano una delle immagini più riconoscibili della rievocazione storica teggianese. Le loro esibizioni hanno varcato da tempo i confini del territorio, portandoli a partecipare a manifestazioni e rievocazioni storiche in numerose regioni italiane, dove continuano a raccogliere apprezzamenti e riconoscimenti, contribuendo a promuovere Teggiano e il Vallo di Diano ben oltre i confini della Campania.
Le Tamburine dello Stato di Diano rappresentano una realtà unica nel panorama nazionale, essendo uno dei rarissimi gruppi composti esclusivamente da donne. Gli Sbandieratori e Musici dello Stato di Diano, nati nel 2014, sono oggi tra i più importanti gruppi di questo genere presenti nel Mezzogiorno. Il CdA della Pro Loco Teggiano vede in loro molto più di un elemento spettacolare della manifestazione, come conferma la presidente Concettamaria Cantelmi: “Le prove non si fermano mai -sottolinea- e per un anno intero queste ragazze e questi ragazzi si allenano incessantemente, con un enorme senso del dovere nei confronti della Pro Loco e del loro paese. Portano con orgoglio in tutta Italia la nostra manifestazione e rappresentano uno dei nostri più grandi fiori all’occhiello. Sono giovani di Teggiano e del Vallo di Diano che hanno scelto di dedicarsi con passione e costanza a questa esperienza, tanto che negli ultimi anni le richieste di partecipazione alle manifestazioni storiche sono aumentate in maniera davvero significativa”.
Le Tamburine dello Stato di Diano stanno ultimando in questi giorni le coreografie che accompagneranno l’edizione 2026 della manifestazione. Un lavoro che richiede precisione, coordinazione e un costante allenamento: “Stiamo preparando tante novità -spiega la capogruppo Ramona– anche se molte resteranno una sorpresa. Le ragazze si impegnano tantissimo tutto l’anno per riuscire ad arrivare al meglio ai tre giorni della Principessa Costanza. Ci sono ragazze che arrivano anche da lontano, e in questo periodo ci alleniamo praticamente tutti i giorni”. Una passione condivisa da tutte le ragazze del gruppo, che oggi conta 26 componenti, provenienti non soltanto da Teggiano ma anche da altri comuni del Vallo di Diano e delle aree limitrofe. A testimonianza di come la manifestazione riesca a coinvolgere un territorio sempre più ampio.
“Mi ha sempre affascinato questa manifestazione -racconta Gilda, che arriva da Caggiano– e poter dare un contributo attivo è per me motivo di grande orgoglio. Il sacrificio delle prove è ripagato dall’emozione di sfilare davanti al pubblico durante i tre giorni della festa”. Dello stesso tenore la testimonianza di Rosvelia, che fa parte del gruppo da quasi dieci anni: “Questa manifestazione -assicura- unisce tutti i ragazzi di Teggiano. Le Tamburine sono la mia seconda famiglia e vedere il gruppo crescere, partecipare sempre più spesso a manifestazioni fuori dal territorio e ricevere tanti riconoscimenti è una soddisfazione enorme”. Anche Angelica, che viene da Palomonte, ha scelto di entrare nel gruppo spinta dalla passione per la storia e dall’accoglienza trovata tra le ragazze: “Sognavo di far parte di un gruppo come questo. È stato impegnativo imparare ma, tra una risata e l’altra, il tempo vola e oggi mi sento parte di una bellissima famiglia”. Un’altra delle Tamburine, Rosa, conferma come il fascino del tamburo l’abbia accompagnata fin da bambina: “È impegnativo, ma quando c’è la passione tutto diventa possibile”.