Allarme dopo-PNRR: «Rischio vuoto di lavori e risorse». Proposto un Piano straordinario 2027-2032

 

Da Remo Ferrara – 18 Settembre 2026

 

 UN PIANO STRAORDINARIO PER L’EDILIZIA 2027-2032

FEDERCEPICOSTRUZIONI: «DOPO IL PNRR SERVE UNA POLITICA INDUSTRIALE STABILE PER LE COSTRUZIONI»

Liquidità immediata, continuità dei cantieri e sostegno agli investimenti sono le tre priorità della proposta. Il presidente Lombardi: «Non possiamo passare dalla corsa a completare il PNRR a un improvviso vuoto di lavori e risorse»

Roma/Salerno, 18 settembre 2026 – Un Piano straordinario per l’edilizia 2027-2032, articolato su tre priorità: liquidità immediata per le imprese, continuità dei cantieri e sostegno stabile agli investimenti.

È la proposta avanzata da Federcepicostruzioni per accompagnare il settore oltre la fase conclusiva del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, evitare una brusca riduzione degli investimenti e trasformare l’accelerazione impressa dal PNRR in una politica strutturale per la sicurezza, la rigenerazione urbana, le infrastrutture e l’efficienza energetica del patrimonio edilizio italiano.

«Il PNRR ha impresso una spinta eccezionale agli investimenti, ma una politica industriale non può esaurirsi con la chiusura di un programma straordinario», dichiara il presidente nazionale di Federcepicostruzioni, Antonio Lombardi. «Occorre programmare adesso il periodo 2027-2032, perché le imprese devono conoscere con anticipo il volume degli interventi, organizzare il personale, acquistare mezzi e tecnologie e assumere impegni finanziari».

I dati congiunturali più recenti confermano la necessità di una programmazione di medio periodo. Secondo i conti economici trimestrali pubblicati dall’Istat il 1° settembre 2026, nel secondo trimestre dell’anno il PIL è aumentato dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dell’1% su base annua. Gli investimenti fissi lordi sono cresciuti dello 0,3% sul trimestre precedente, contribuendo positivamente alla crescita economica. Nel settore delle costruzioni, a maggio 2026 la produzione risultava invariata rispetto ad aprile ma superiore del 2,9% rispetto allo stesso mese del 2025.

La ripresa resta tuttavia esposta all’aumento dei costi e all’incertezza della domanda futura. A luglio 2026, secondo l’Istat, i prezzi alla produzione delle costruzioni sono cresciuti del 3,1% su base annua per gli edifici residenziali e non residenziali e del 4,3% per strade e ferrovie. Nello stesso mese l’indice di fiducia delle imprese di costruzione è sceso da 101,6 a 96,8. Sono segnali che rafforzano la necessità di assicurare continuità agli investimenti e certezza alla programmazione successiva al PNRR.

Anche il mercato dei contratti pubblici presenta segnali che richiedono una programmazione di medio periodo. Secondo la più recente Relazione annuale dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, presentata al Parlamento nell’aprile 2026 e riferita all’intero 2025, sono state avviate 287.421 procedure per un valore complessivo di 309,7 miliardi di euro. Gli appalti di lavori sono stati 64.211, per 54,3 miliardi, ma il loro valore è diminuito del 10,6% rispetto al 2024. Circa 20,8 miliardi del valore complessivo degli appalti risultavano finanziati con risorse PNRR.

Per Federcepicostruzioni, questi dati mostrano il rischio di una discontinuità: mentre numerosi cantieri devono essere portati a compimento, il settore ha bisogno di una nuova programmazione che impedisca il formarsi di un vuoto di domanda dopo il PNRR.

 

PRIMA PRIORITÀ: LIQUIDITÀ IMMEDIATA

La prima priorità del Piano deve essere la liquidità. Le piccole imprese continuano a incontrare maggiori difficoltà nell’accesso al credito, proprio mentre sono chiamate ad anticipare il costo di materiali, manodopera, energia, sicurezza, mezzi e garanzie.

I dati più recenti contenuti nel Bollettino economico della Banca d’Italia pubblicato il 17 luglio 2026 indicano che, tra febbraio e maggio, il credito alle imprese ha accelerato. La ripresa è rimasta però fortemente differenziata per dimensione aziendale: a maggio 2026 i finanziamenti alle imprese minori diminuivano ancora del 5,5% su base annua, mentre quelli destinati alle aziende più grandi aumentavano del 4,1%. Il Bollettino segnala inoltre un aumento dei tassi sui nuovi finanziamenti alle imprese.

In base all’ultimo aggiornamento istituzionale disponibile sulla spesa complessiva del PNRR, pubblicato il 2 luglio 2026 dal Dipartimento per gli Affari Europei della Presidenza del Consiglio, al 30 giugno sulla piattaforma ReGiS risultavano spesi oltre 121 miliardi di euro. A questi devono essere aggiunti circa 22 miliardi confluiti negli strumenti finanziari, per un totale di circa 143 miliardi rispetto ai 166 miliardi incassati dall’Italia attraverso le prime nove rate. È pertanto indispensabile assicurare che le risorse relative ai lavori effettivamente eseguiti raggiungano rapidamente gli operatori economici.

Federcepicostruzioni a tal fine propone:

  • anticipazione automatica e garantita dei crediti relativi a SAL regolarmente certificati;
  • una garanzia pubblica specifica per finanziamenti ponte destinati ai cantieri pubblici;
  • tempi massimi vincolanti per verifica, certificazione e liquidazione dei SAL;
  • compensazione o indennizzo automatico in caso di ritardi di pagamento imputabili alle amministrazioni;
  • monitoraggio dei tempi intercorrenti tra maturazione del SAL, certificazione, emissione della fattura e pagamento effettivo;
  • rafforzamento del Fondo di garanzia per le PMI e rifinanziamento dei Confidi, con particolare attenzione alle microimprese e al Mezzogiorno.

«Non chiediamo finanziamenti indiscriminati», precisa Lombardi. «Chiediamo che un credito derivante da un lavoro pubblico eseguito e certificato possa essere trasformato rapidamente in liquidità, senza costringere l’impresa ad attendere mesi o a consumare tutte le proprie disponibilità».

 

SECONDA PRIORITÀ: CONTINUITÀ DEI CANTIERI

La seconda priorità è evitare che la conclusione del PNRR determini un’interruzione della domanda pubblica, la perdita di competenze e una nuova fase di instabilità per migliaia di imprese.

Federcepicostruzioni propone che entro il 2027 sia definito un Programma nazionale pluriennale degli interventi, con risorse e scadenze certe fino al 2032. Il programma dovrebbe integrare fondi nazionali ed europei, politiche di coesione e investimenti degli enti territoriali, concentrandosi su manutenzione e messa in sicurezza del territorio, edilizia scolastica, infrastrutture locali, rigenerazione urbana, edilizia residenziale pubblica e sociale, riqualificazione energetica e prevenzione sismica.

  • una ricognizione nazionale dei cantieri da completare, delle opere da rifinanziare e degli interventi immediatamente cantierabili;
  • un calendario pluriennale delle gare, aggiornato annualmente e consultabile dalle imprese;
  • fondi di continuità per evitare la sospensione delle opere in presenza di revisioni progettuali, aggiornamenti dei prezzi o ritardi nei trasferimenti;
  • procedure rapide per la sostituzione delle imprese inadempienti, tutelando lavoratori, subappaltatori e fornitori;
  • stabilità dei meccanismi di revisione dei prezzi, affinché gli aumenti eccezionali dei costi non ricadano interamente sugli esecutori;
  • una riserva di interventi accessibili alle PMI attraverso lotti di dimensione adeguata, nel rispetto della concorrenza e della qualificazione richiesta.

«Non possiamo passare dalla corsa a completare il PNRR a un improvviso vuoto di lavori e risorse», sottolinea il presidente Lombardi. «La continuità non serve soltanto alle imprese: serve alle amministrazioni, ai lavoratori e ai territori. Fermare un cantiere o rinviare un’opera genera costi superiori a quelli necessari per programmarne correttamente la prosecuzione».

 

TERZA PRIORITÀ: SOSTEGNO AGLI INVESTIMENTI

La terza priorità riguarda la capacità delle imprese di investire in tecnologie, sicurezza, competenze, sostenibilità ed efficienza produttiva.

La crescita delle costruzioni non residenziali e delle infrastrutture convive con la contrazione degli investimenti abitativi e con una forte selettività del credito. Senza strumenti stabili, soprattutto le imprese di minore dimensione rischiano di non poter acquistare macchinari, digitalizzare i processi, adottare tecnologie a minore impatto ambientale o formare il personale.

Federcepicostruzioni propone:

  • un credito d’imposta pluriennale, semplice e stabile, per macchinari, attrezzature, digitalizzazione dei cantieri, sicurezza ed efficientamento energetico;
  • finanziamenti a medio e lungo termine assistiti da garanzia pubblica, con condizioni graduate secondo la dimensione aziendale;
  • criteri di rating che considerino anche portafoglio ordini, flussi prospettici, qualità delle commesse pubbliche e regolarità contributiva;
  • incentivi alle aggregazioni, alle reti d’impresa e alla patrimonializzazione delle PMI;
  • un programma nazionale per la formazione di tecnici, operai specializzati e figure professionali legate alla transizione digitale ed energetica;
  • premialità negli appalti per le imprese che investono stabilmente in sicurezza, qualificazione del personale, innovazione e sostenibilità.

«Il settore non deve essere sostenuto con misure episodiche, modificate ogni anno», afferma Lombardi. «Un’impresa investe soltanto se può programmare. Per questo proponiamo un orizzonte di sei anni, regole stabili e strumenti accessibili anche alle aziende di minore dimensione».

 

UNA CABINA DI REGIA PER IL PERIODO 2027-2032

Federcepicostruzioni chiede l’istituzione di una cabina di regia nazionale con Governo, Parlamento, Regioni, Comuni, ABI, Cassa depositi e prestiti, Mediocredito Centrale, organizzazioni imprenditoriali e rappresentanze dei lavoratori.

La cabina di regia dovrebbe definire entro il primo semestre del 2027 risorse, priorità territoriali, cronoprogrammi e indicatori misurabili. Tra gli indicatori dovrebbero rientrare i tempi medi di pagamento dei SAL, il numero dei cantieri sospesi, il valore degli investimenti attivati, l’accesso al credito delle PMI, l’occupazione generata e la quota di opere completate nei tempi previsti.

«Il Piano straordinario 2027-2032 deve trasformare l’esperienza del PNRR in una politica stabile per il Paese», conclude il presidente Lombardi. «Liquidità, continuità e investimenti sono tre aspetti dello stesso problema. Senza liquidità le imprese non completano i lavori; senza continuità non mantengono personale e competenze; senza investimenti non possono innovare. Programmare oggi significa proteggere i cantieri di domani e dare all’Italia infrastrutture più sicure, città più efficienti e un sistema produttivo più forte».

 

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