SAN MATTEO 26: ritornano in due … le fontane e il Santo di Ruvo del Monte

 

Aldo Bianchini

SALERNO – Ci siamo, dopo il Pontificale di ieri (domenica) ecco la mitica processione per alcune strade della Città che, ogni anno e anno dopo anno, è molto attesa normalmente dalla folla dei fedeli ma che quest’anno sarà ancora più partecipata per via delle due assolute “novità del 2026”.

Si annuncia una folla oceanica per stasera, tanto che i competenti uffici della Prefettura si sono già allertati (per ordini venuti dall’alto) per il doveroso rafforzamento delle misure di sicurezza in considerazione di tre fatti nuovi emersi nelle ultime settimane dopo l’annuncio del completamente delle 21 opere per San Matteo e della presenza diretta del sindaco De Luca che mancava da alcuni anni.

E’ dato, difatti, per scontato che almeno alcune migliaia di visitatori arriveranno da fuori città per visualizzare e memorizzare i “21 miracoli” che San Vincenzo da Ruvo del Monte ha già fatto in pochi mesi per la sua città d’adozione; perché è bene e giusto ricordare a tutti che se a Salerno c’è qualche sparuto gruppetto di persone che non sopportano più la presenza ultratrentennale di Vincenzo De Luca, c’è invece nei paesi limitrofi – nella provincia e nella regione (per non dire anche in Europa e in molti altri Paesi del mondo) la quasi totalità delle persone inneggiano ancora al mito consolidato del cosiddetto “sindaco sceriffo”, capace secondo loro (ed anche secondo me !!) di fare in poche settimane ciò che nessuno altro è in grado di fare se non dopo anni e anni di incertezze, rinvii e mancate conclusioni.

In apertura di questo articolo ho parlato di due novità assolute; eccole:

  • La “fontana delle sirene” (adiacente al Grand Hotel e sovrastante il parcheggio interrato) che da molti anni era chiusa, senz’acqua e tenuta in uno stato assoluto di degrado; una specie di letamaio come biglietto da visita di una città che il suo capo ama paragonare a Monte Carlo. Checchè ne dicano i “figli delle chiancarelle” (io sono un figlio spurio delle chiancarelle) che hanno quasi beffeggiato il protagonista unico della ripresa e del rilancio della fontana. Speriamo che sia l’inizio per il ripristino di tutte le altre fontane rimaste allo stato di partenza (se non abolite) dell’antico sogno deluchiano.
  • La “parata storica della processione” che quest’anno ritorna all’antico con la presenza scenica ed autoritaria del kaimano Vincenzo De Luca in prima fila davanti a tutti, da solo, e con lo strascico dei molti cortigiani che ritorneranno a sfilare dietro “l’uomo solo al comando delle falangi” che attraverseranno i vicoli e le strade del centro storico senza il minimo pudore di apparire come i bravi in attesa dei resti della tavola del signore.

Gli spettatori a frotte, dietro le transenne, a sperticarsi in scoscianti applausi quando San Matteo attraverserà Piazza Cavour per affacciarsi sul mare e quando entrerà nel palazzo di città per la riconciliazione definitiva tra la Curia e il Comune; un rapporto che risente ancora gli esiti dello scontro tra portatori e vescovo di oltre dieci anni fa e del successivo processo penale.

Ci vorrà qualche ora affinchè la processione compia per intero il suo tour; ed è proprio in quelle ore che l’attesa dei fedeli e dei curiosi visitatori si farà sempre più spasmodica; in fondo in fondo per ognuno di essi ci sarà viva come una fiammella la speranza di vedere spuntare da un momento all’altro, da qualche vicolo o dall’interno del Comune, la tanto agognata statua di San Vincenzo da Ruvo del Monte per affiancare quella pesante e a due facce del Santo Patrono di Salerno “San Matteo”.

E’ vero, a conti fatti, San Matteo da solo non ce la fa più a difendere la città; un aiuto sarebbe più che giusto e più che doveroso.

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