GARLASCO: Cataliotti (l’avvocato) e Giarda (il difensore)

 

Aldo Bianchini

SALERNO – Nel precedente articolo dedicato all’omicidio di Garlasco avevo anticipato una riflessione sull’opera professionale di due noti avvocati: Linorio Cataliotti (difensore con Angela Taccia di Andrea Sempio) e Angelo Giarda (già difensore con Giada Bocellari di Alberto Stasi.

Al centro del discorso la “Garlasco mania” che sembra possedere diabolicamente tutti i protagonisti dello show più mediatico di tutta la storia giudiziaria di questo Paese; una possessione-ossessione decisamente mefistofelica che ha distrutto l’etica comportamentale e deontologica tra i vari protagonisti della scena: Procure, magistrati, avvocati, consulenti, scienziati, giornalisti, famiglie della vittima – del condannato e del presunto colpevole, e semplici testimoni che ruotano all’impazzata nei gironi danteschi dell’inferno più abissale.

Comunque sia l’omicidio di Chiara Poggi è diventato, giorno dopo giorno in questi ultimi 19 anni, una specie di corrida in cui tutti danno la caccia a tutti ed a tutto per potersi sedere in tv e prendere parte a quello che ormai la storia ha definito “il caso scuola giudiziario per eccellenza”.

Il prof. avv. Angelo Giarda, difensore iniziale di Stasi, è morto nel 2021 ma di lui si parla sempre e tutti sembrano sul punto di dire qualcosa di negativo nei suoi confronti ma non lo dicono mai; la soggezione nei confronti del compianto Giarda è ancora talmente alta da indurre tutti a non esprimere, in nessuna sede, commenti negativi sulla sua opera di difesa di Stasi.

Ma cerchiamo di analizzare, insieme, l’opera professionale svolta dai due grandi avvocati.

LIBORIO CATALIOTTI, l’avvocato – Lui non è il semplice difensore di Andrea Sempio, è l’avvocato di Sempio; e come avvocato, che veste la toga con onore agisce e si muove come avvocato a 360°, pone all’attenzione di tutti problematiche generali che attengono la diversità dei ruoli tra “pubblica accusa” e “difesa” che secondo quanto scritto nel nuovo codice di procedura penale (del 1988) dovrebbero procedere nelle strategie investigative e difensive alla pari di fronte ad un giudice terzo che, nella fattispecie, è il GUP (giudice per le udienze preliminari) che per il “caso Garlasco” è ancora sconosciuto. La parità di che trattasi è rimasta, difatti, nelle righe del codice e rappresenta soltanto parole al vento; nei fatti con quel codice, sembrerà strano, lo strapotere delle Procure è aumentato a dismisura nei confronti dei collegi difensivi che sono costretti ad arrancare e ad inseguire le azioni del PM anzichè correre con gli stessi tempi anche se su due corsie completamente diverse. E’ la prima volta, a mia memoria, che la lotta per la parità di condizioni in un caso giudiziario avviene in questo Paese e se sta avvenendo lo si deve esclusivamente all’avv. Cataliotti che ha letteralmente trasformato la difesa di Sempio in una battaglia nazionale per tutta l’Avvocatura, trascinando anche l’avv. Angela Taccia, difensore storica del presunto colpevole del delitto di Garlasco. A Cataliotti bisognerebbe dar merito innanzitutto di questo, prima ancora che della splendida difesa del suo assistito.

ANGELO GIARDA, il difensore – la difesa iniziale di Alberto Stasi fu affidata inizialmente (cuioè nel 2007) all’avv. Prof. Angelo Giarda (1940 – 2021) che è stato un celebre penalista italiano e professore emerito di diritto processuale penale all’Università Cattolica di Milano. Per la cronaca va subito detto che il prof. Giarda è stato il docente universitario di quasi tutti gli avvocati che oggi sono presenti nel circo mediatico della Garlasco Mania, ragion per cui nessuno di loro si permette apertamente di criticare le sue scelte processuali nei vari processi subiti da Stasi. Al centro del dibattito c’è, comunque, la scelta del rito abbreviato che ha portato nel 2015 l’imputato ad una condanna complessiva di 24 anni rifotti a 16 per il rito abbreviato e durati nella realtà meno di 11 per via dei benefici. Seguo attentamente il “caso Garlasco” su tutti i network per avere una panoramica generale delle varie correnti di pensiero e mi sono convinto che il mitico prof. Giarda qualcosa di importante la sbagliò nelle sue scelte strategiche processuali che, probabilmente, evitarono al suo assistito soltanto la condanna all’ergastolo ma impedendo al collegio difensivo la difesa ad oltranza in dibattimento con la contestazione delle varie consulenze e perizie. Difatti tutti gli errori che oggi vengono evidenziati se fossero stati contestati in un giudizio normale forse Stasi sarebbe stato addirittura assolto.

Ma ormai l’ora X è scattata ed oggi, con molta probabilità la Procura della Repubblica di Vigevano dovrebbe notificare alle parti la conclusione delle indagini; e da questo atto potremo saperne molto di più.

Per chiudere ripeto che, per me, mentre Cataliotti sta recitando il vero ruolo dell’avvocato che nel difendere tenacemente il suo assistito riesce anche a combattere per l’affermazione di alcuni diritti fondamentali dell’indagato nel solco della legge mai interamente applicata, mentre invece Giarda (pur con la sua riconosciuta enorme professionalità fece soltanto il difensore dell’imputato.

 

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