I PONTI del VALLO: dal CAPPUCCINI al TANAGRO, qual è il problema ?

Aldo Bianchini

VALLO di DIANO – “Il problema c’è, ma non si vede” mi ha detto più di qualcuno non specificamente addetto ai lavori, soprattutto quelli pubblici con particolare riferimento al Ponte Tanagro. E’ facile ripetere l’antico refrain del “qual è il problema”, perché c’è un problema nell’accostamento dei due ponti valdianesi citati nei titolo dell’articolo.

E’ vero che per il Ponte Cappuccini i lavori pubblici hanno riguardato soltanto (si fa per dire !!) il letto del Fiume Tanagro, lavori fatti rapidamente e molto bene; ma è altrettanto vero che a pochi chilometri di distanza siamo costretti ad assistere alla esasperante lentezza dei lavori di rimessa in piedi del Ponte Tanagro ingiustamente abbattuto e chiuso dall’ottobre 2021.

Entrambi i gestori dei lavori sono enti con natura giuridica pubblica (il Consorzio di Bonifica per il Cappuccini e l’Ente Provincia per il Tanagro) e se fossimo tutti chiamati ad esprimere un giudizio dovremmo in coro affermare che:

  • il Consorzio di Bonifica (ricavamento vasca di sedimentazione di Ponte Cappuccini e risagomatura del tronco tra Ponte Sezione 41 e Ponte Fornino) funziona perfettamente nelle gare di appalto, nella loro impostazione amministrativa e tecnica e nel loro controllo da parte di tecnici ben qualificati, sotto la guida di un presidente esperto tecnicamente e scaltro politicamente come il dr. Beniamino Curcio (la vera mente grigia del Consorzio) che anno dopo anno va sempre più affermandosi come uno dei presidenti più validi nella lunga storia del Consorzio di Bonifica del Vallo di Diano e Tanagro. E i risultati si vedono anche ad occhio nudo, con degli scavi-sterri molto simili a quelli che siamo abituati a vedere nei grandi film biblici all’epoca della costruzione delle Piramidi. Non esagero se affermo che oggi nel passare sul Ponte Cappuccini si gode una vista straordinaria sugli scavi-sterri che danno al fiume una dimensione visiva molto diversa dal passato. Tutto questo grazie ad un asse politico – amministrativo – tecnico – imprenditoriale di grande rilievo strategico per il futuro; ai vertici della piramide c’è il consigliere regionale Corrado Matera, poi c’è il Consorzio con il dr. Beniamino Curcio, la Comunità Montana con il dr. Vittorio Esposito, i tecnici del Consorzio e infine l’impresa esecutrice (appaltatrice diretta o sub appaltatrice, interessa molto poco) che risponde al nome identificativo di Nicola Migliore (al di là delle sigle particolari date alle sue aziende con sede in Roma, Salerno e Sala C.) che, guarda caso, è lo stesso imprenditore chiamato ad eseguire una parte dei lavori del Ponte Tanagro. E tutti a chiederci: “Perché se la filiera di comando ha funzionato per il Ponte Cappuccini non accade la stessa cosa per il Ponte Tanagro ?”. La risposta populistica potrebbe essere contenuta nel fatto che il Ponte Cappuccini non è passato per Afragola; ma questo è un dire popolare tutto da verificare.

 

  • l’Ente Provincia (abbattimento e ricostruzione Ponte Tanagro, con annessa piccola viabilità) almeno fino ad oggi, non ha funzionato per niente; la filiera politico-amministrativa-tecnica in questo caso si è arenata tra appalti, sub appalti, procedure mefistofeliche, mancati controlli, annunci pubblici pomposi, inaugurazioni rinviate, posa prima pietra senza l’impresa esecutrice, promessa di far concludere i lavori in 175 giorni (almeno dal luglio 2023) quando boriosamente l’ex presidente della Provincia avv. Franco Alfieri (oggi a processo per altre gare di appalto) si presentò strombazzante sul Ponte Tanagro, sindaci esaltati dalle false promesse, gente comune plaudente, il Comune di Padula che non chiese l’attestato della prova di carico prima di lasciare che il ponte venisse chiuso, un ufficio tecnico provinciale che balbetta ad ogni richiesta di spiegazioni; e di questa filiera non funzionante c’è ancora qualcuno che promette novità e l’imminente fine dei lavori soltanto per prendere in giro l’opinione pubblica ormai stanca per la lentezza esasperante dei lavori. Una vergogna.

Eppure anche per il Ponte Tanagro c’è stata la manina, quasi magica, di Nicola Migliore che per parte sua ha ottenuto alcuni lavori in sub appalto e li ha conclusi nei tempi e nei modi previsti senza tante storie e senza strombazzamenti, anzi qualcuno ha avuto anche la sfrontatezza di criticarlo; e si è distinto particolarmente anche per i lavori di Ponte Cappuccini per un importo di poco più di 1milione di euro; insomma quasi come il Ponte Tanagro dove però tutto è nuovamente fermo da almeno un paio di mesi abbondanti; al di là delle trivelle, dei pali, dei gabbioni sulle sponde; a vista da tempo ormai non si muove neppure una piccola pietra e tutto è rimasto nella stessa identica situazione ritratta dalle foto pubblicate.

E allora qual è il problema ? Il problema è tutto politico-esecutivo innanzitutto nella scelta di chi deve vincere le gare (che per una strana magia vengono assegnate sempre, o quasi, ad imprese ATI di Agrafola e/o di Casal di Principe per quanto riguarda tutta la provincia di Salerno), di chi è destinatario dei sub appalti e di chi realmente esegue i lavori. Oltre questo c’è anche la capacità organizzativa-tecnica-amministrativa, come detto, di chi materialmente deve seguire e far eseguire correttamente e nei tempi previsti i lavori in cantiere.

Ovviamente trattandosi di lavori pubblici non si può sempre sperare nella loro rapida e corretta esecuzione, come ha fatto il Consorzio di Bonifica, ma almeno registrare al di là dei cavilli burocratici una conclusione in tempi umanamente accettabili.

Insomma da quel maldestro e lontano “barbiere di Afragola”, denunciato da Vincenzo De Luca quando al comando regionale c’era Antonio Bassolino niente, o quasi, è cambiato.

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