Aldo Bianchini
SALERNO – La democrazia, quella in senso lato, alla lunga vince sempre, anche contro le più feroci dittatura, finanche contro i consulenti di Garlasco (sia quelli denominati CTU che quelli palesemente di divise tra difesa e parte civile.
La democrazia, insomma è come la mitica “livella” di Totò, di fronte alla quale tutti finiscono per depositare le armi del contrasto e della contrapposizione tout-court, anche per le elaborazioni e determinazioni di carattere scientifico che, Garlasco docet, non danno più alcuna certezza sia alla pubblica accusa che alla legittima difesa. e/o alla parte civile che dovrebbe sempre essere schierata con la Procura.
Gargasco ci insegna, forse con grave ritardo, che le consulenze di parte non valgono niente e che quelle del PM possono essere facilmente messe in discussione; ma con un piccolo particolare non trascurabile, che la lettura delle consulenze dei CTU rimane molto più impressa nelle menti dei PM rispetto a quelle delle altre due parti. E questo è un gap che neppure il nuovo ordinamento giudiziario con il nuovo codice di procedura penale del 1988 è riuscito a livellare; contro il quale a mio avviso sta combattendo molto giustamente l’avv. Liborio Cataliotti difensore di Andrea Sempio.
La cosiddetta “guerra delle consulenze” sta, però, producendo effetti molto negativi per tutti, perché si è arrivati al fatto che se il PM deposita due consulenze scientifiche, ecco subito pronte ben cinque consulenze scientifiche delle altre parti che azzerano (almeno nel pensiero) gli assunti degli scienziati di fiducia dell’autorità giudiziaria.
In queste ore il nome più gettonato è quello della prof.ssa Cristina Cattaneo che fino ad oggi ha prodotto due consulenze scientifiche sulla morte della Poggi scombinando le narrazioni precedenti e mettendo praticamente fuori gioco il condannato Alberto Stasi; tutte le consulenze prodotte fin qui dalla difesa Stasi lanciano ombre ambigue sulla stessa Cattaneo, soprattutto l’ultimo arrivato sulla scena il prof. Sabino Pelosi (docente ordinario di medicina legale e delle assicurazioni presso l’Università di Modena e Reggio Emilia) che, diversamente dalla stessa Cattaneo, ipotizza che la Poggi sia morta immediatamente (cioè alle 9.12 circa del 13 agosto 2007) e non in un lasso di tempo compreso tra i trenta e i sessanta minuti dal momento della colazione (il cui orario in assoluto non è certo).
Ma alla specifica domanda giornalistica se la Cattaneo ha sbagliato il Pelosi si ritrae, non risponde e afferma che la sua come quella della Cattaneo sono soltanto interpretazioni libere di un dato scientifico che già di per sè non è certo.
Ammazza, e come si fa ad afferrare la verità se mai fosse possibile basando il giudizio sulle consulenze scientifiche che un terzo scienziato, il perito, potrebbe essere chiamato a dirimere ?
Un antichissimo detto recita così “gli opposti si attraggono … e poi finiscono per elidersi a vicenda”, e come in matematica +5 e -5 danno il risultato di zero, così nella guerra delle consulenze il risultato che si ottiene è sempre pari a zero.
Nelle dinamiche umane, questo descrive spesso quegli amori travolgenti nati dalle differenze che, col tempo, finiscono per consumarsi a vicenda fino a spegnersi, lasciando un vuoto speculare; e quella di Garlasco, con tutti i suoi non necessari eccessi, è una vicenda molto umana ancorchè giudiziaria.
E poi ci sono le tantissime trasmissioni televisive che, giorno dopo giorno, vanno sempre più assumendo le caratteristiche del famigerato “conto delle lavandaie”, l’una contro l’altra armata; di questo ed anche dei doveri del PM nella prossima puntata.