Aldo Bianchini
SALERNO – Non scrivo quasi mai di sport, soprattutto di calcio in quanto sono tra i pochissimi italiani a non considerarsi un CT della Nazionale e/o un navigato allenatore di una squadra di serie A.
Sono un soggetto che, però, in gioventù ha fatto parecchio sport a cominciare da alcuni anni dedicati all’atletica leggera nella specialità del mezzofondo con prevalenza degli 800mt e dei 1500mt piani.
Ci vuole comunque molto poco per capire che in questo ultimo anno, come arco di tempo, alla Società Sportiva Calcio NAPOLI sta accadendo qualcosa dal suo interno; difatti non è possibile che in poco più di dodici mesi siano stati registrati circa 50 infortuni muscolari ai suoi atleti, famosi e meno noti, in un turbinio di incredulità quasi quotidiana. Alcuni di questi infortuni, a cominciare dal luglio 2025, hanno bloccato atleti famosi anche per buona parte dello scorso campionato, a cominciare da Romelu Lukaku per finire a Kevin De Bruyne, e mai più ritornat8i ad uno standard atletico nella norma.
L’anno scorso in molti si spesero nell’affermare che tutta la colpa era di Antonio Conte che aveva spremuto all’inverosimile i suoi atleti; con quello che sta accadendo oggi tutti sono sonoramente smentiti perché la storia continua e ad ogni partita (se non anche negli allenamenti) c’è sempre qualche nuovo infortunato per ragioni attinenti la sfera muscolare.
E se l’anno scorso era forse giusto pensare, e credere, che il problema partiva dallo staff tecnico dell’allenatore Conte, adesso questa mistificazione non è più possibile in quanto lo staff tecnico dovrebbe essere diverso da quello dell’anno scorso in quanto fa parte del seguito del nuovo allenatore Massimiliano Allegri che in fatto di scudetti se ne intende davvero. Perché se mettiamo in dubbio anche questo, come già fanno in molti, vuol dire che io continuerò a non capire niente di calcio.
L’ultimo brutto colpo subito a Venezia con la squadra fanalino di coda della serie A con 6 sconfitte in 6 partite deve forzatamente far riflettere tutti, da De Laurentiis ad Allegri, per capire in fretta perché la storia di una squadra di calcio si è già trasformata in una sorta di “CASO” dai contorni di giallo che più giallo non si può.
E prima di cacciare l’allenatore varrebbe bene la pena di mandare a casa qualche “anziano pelandrone” che si nasconde astutamente tra le file della squadra pur non essendo più capace di dare un valido contributo alle sorti dei colori azzurri che non rappresentano soltanto undici calciatori che tirano calci ad un pallone ma un’intera città che da quei calci vorrebbe trarre alcune motivazioni di rinascita sociale in campo nazionale.
Sprofondare in basso così come sta facendo, oggi, la SSC Napoli non è decoroso.