il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

VALLO di DIANO: alla ricerca degli assessori perduti, il PDL attacca Cirielli -vogliamo un assessore-

Antonio Citera

VALLO di DIANO – Dure critiche nei confronti del Presidente della Provincia di Salerno Edmondo Cirielli . Gli esponenti del PDL del Vallo di Diano reclamano a gran voce un degno rappresentante del territorio nell’esecutivo di palazzo Sant’Agostino. A più voci, viene fatto il nome di Valentino Di Brizzi, che secondo i vertici del partito che fu di Berlusconi, sarebbe l’unico capace di traghettare fuori dalla crisi soprattutto di identità, un comprensorio in balia di poteri radicati incapace di reagire alla politica di Cirielli propensa sempre e solo verso l’ Agro Nocerino Sarnese. Viene scartato a priori il Consigliere Provinciale e già Assessore Rocco Giuliano. Crisi di valori, crisi politica, crisi di un territorio il Vallo di Diano che non riesce ad esprimere le proprie potenzialità politiche oltre certi  confini ben delimitati. Consci o forse ben abituati dalla precedente Amministrazione Provinciale di centro sinistra, capeggiata da Angelo Villani, ove la rappresentanza del Diano vantava ben 3 assessori e due delegati,  ci si ritrova con la corazzata Cirielli a dover elemosinare sulle briciole. Un disaccordo che si protrae oramai da anni, che sta innescando proteste e manifestazioni di dissenso in tutto il comprensorio.  “Il Vallo di Diano, conta solo un rappresentante,  Rocco Giuliano, da sempre schierato in prima fila a difendere i valori  propri del garofano rosso, e che ora si ritrova a rinverdire i fasti idealismi di una destra che cade a pezzi,  e che ormai lo accompagnano da alcuni anni“, in tanti specialmente i vertici di partito, rivendicano a gran voce nuova linfa, data da un possibile ma alquanto improbabile recupero in extremis di una poltrona per il Presidente dell’AIV Valentino Di Brizzi, che a detta di molti potrebbe rappresentare l’anello di congiunzione tra l’Ente ed il Comprensorio.  Altri invece secondo indiscrezioni, vedrebbero bene il nome di Giovanni Siano, commissario liquidatore del Consorzio di Bacino SA 3, e amico intimo dello stesso Cirielli, capace di consegnare nelle mani del centro destra un comune come Sanza  che da 15 anni era amministrato dalla corazzata di Vittorio Esposito (centro sinistra) eterno rivale politico dello stesso Siano. Una lotta a due dunque, (contro i mulini a vento) che scarta inesorabilmente altri politici, colpevoli di non aver saputo amministrare secondo i canoni propri di un buon Governo. Una crisi di identità politica che investe in questo momento sia la destra che la sinistra, che devono dimostrare, che devono  misurarsi con la disperazione che attanaglia le persone. Devono  reinventare gli slogan e la strategia per essere ridefinite soggetti attivi della politica del Vallo di Diano. Andare tra la gente, nelle istituzioni rappresentative, ricominciare da capo insomma, reimpostare gli schemi, diventare  partiti di militanti, con un obbiettivo primario, quello di portare avanti un’azione di rinnovamento culturale, sociale, coerente con i bisogni delle persone, ma lontano, in questo frangente di suggestioni di potere immediato.  Una situazione beffa, che getta rammarico, essere snobbati in questo modo non fa bene soprattutto ai cittadini, che stanno vedendo vanificati  tutti gli sforzi che in passato sono stati fatti.  Un Vallo di Diano che pur avendo forti e valide personalità politiche, puntualmente i ruoli chiave di gestione, gli sfuggono dalle mani. Non si capisce cosa abbia spinto il Presidente Cirielli a optare per tale decisione, scelte discutibili le sue, che non trovano giustificazione tecnica, ma che al contrario possono essere catalogate nel grande libro delle strategie politiche, ideali accompagnati  dalle operazioni elettorali,  che premiano di fatto il territorio a nord di Salerno, bacino di utenza indispensabile per chi ambisce ad una poltrona, anche se ultimamente le operazioni di una magistratura attenta, stanno smembrando alcuni schemi.  Una politica di poltrona che continua a prevalere a discapito dei cittadini, vittime designate di un malgoverno diffuso. Ignari o rassegnati da una gestione che tergiversa i veri problemi, che accontenta chi osa, chi conta, chi ha i numeri, mescolando le carte ma nascondendo il jolly.

 

 

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