il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Avere il cuore umile è la chiave il Regno di Dio

Da Luca Roncolato 

ROMA – È l’umiltà il cammino da seguire per giungere alla salvezza: Papa Francesco, nell’omelia del giorno in Casa Santa Marta, prendendo spunto dalle Letture di oggi, ha fatto notare quanto sia importante saper ascoltare la voce del Signore: Gesù, nel corso del nostro cammino, ci corregge e ci mette nella giusta via; se sapremo ascoltare queste correzioni e confideremo in Lui, giungendo a consegnargli i nostri peccati, allora incontreremo la salvezza.

Facendo riferimento alle Letture, il Papa ha fatto notare come i peccatori descritti “non possono ricevere la Salvezza” perché “sono chiusi… alla Salvezza“. Rileggendo le Scritture «Lascerò in mezzo a te un popolo umile e povero; confiderà nel nome del Signore» ha detto “per tutta la vita. E questo fino a oggi, no?“.

La santità del Popolo di Dio consiste proprio nel non allontanarsi dall’umiltà: le ricchezze che il Popolo di Dio possiede non sono composte da beni materiali, ma dalla “fede nel Signore“. È questo il Popolo di Dio: un “popolo umile, povero che confida nel Signore” ed è proprio questo che lo rende degno della salvezza.

La strada da percorrere, dunque, è una strada fatta di umiltà e di fiducia nel Signore, che si traducono in ascolto della voce del Signore: “l’altra strada“, quella che non porta alla salvezza, è quella di coloro che “non ascoltano la voce, che non accettano la correzione e non confidano nel Signore“.

Se tu non ascolti il Signore, non accetti la correzione e non confidi in Lui – ha infatti chiarito il Santo Padre – tu hai un cuore non pentito” come quegli “ipocriti che si scandalizzano di questo che dice Gesù sui pubblicani e le prostitute, ma poi di nascosto andavano da loro o per sfogare le loro passioni o per fare affari“: questi ipocriti “il Signore non li vuole“.

Quando riusciremo ad ascoltare il Signore, ad accettare le sue correzioni, a confidare in lui, vivendo una vita semplice e umile, allora “saremo in grado di dire al Signore: ‘Signore, questi sono i miei peccati – non sono di quello, di quello, sono i miei… Sono i miei. Prendili tu e così io sarò salvo’ – quando noi saremo capaci di fare questo” ha quindi concluso Papa Francesco “saremo quel bel popolo, ‘popolo umile e povero’, che confida nel nome del Signore. Il Signore ci conceda questa grazia“.

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