il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

DA OGGI GLI USA BLOCCANO I DAZI, E IL MADE IN ITALY VOLA. A SALERNO NASCE IL CONSORZIO DELLA RUCOLA

Dr. Michele D’Alessio

Dal 11 Marzo entra in vigore negli Usa la sospensiva di soli 4 mesi sui dazi aggiuntivi del 25% alle importazioni fa scattare la corsa ai prodotti Made in Italy per riempire i magazzini con scorte di Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Gorgonzola, Asiago, Fontina, Provolone ma anche salami, mortadelle, crostacei, molluschi agrumi, succhi, cordiali e liquori come amari e limoncello. Lo rende noto la Coldiretti nell’annunciare l’entrata in vigore dell’accordo tra il presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente Usa Joe Biden sulla sospensione di tutte le tariffe relative alle controversie Airbus-Boeing su aeromobili e prodotti non aerei per un periodo iniziale di 4 mesi. Gli Stati Uniti rappresentano nell’agroalimentare Made in Italy il primo mercato di sbocco fuori dai confini comunitari per un valore record vicino ai 5 miliardi nel 2020, in crescita del 5% nonostante l’emergenza Covid ed i dazi.

“Proprio questo termine sta facendo volare gli ordini anche se l’auspicio è che si tratti di un arco di tempo sufficiente per trovare un accordo definitivo che consenta di salvare le esportazioni di prodotti agroalimentari nazionali per un valore di mezzo miliardo di euro colpite dalla guerra commerciale – afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini – ci sono le condizioni per un nuovo record storico per le esportazioni agroalimentari nazionali italiani negli Stati Uniti dove con l’avanzare della campagna di vaccinazione iniziano a riaprire i ristoranti che rappresentano un mercato di sbocco determinante per i produttori italiani. Con un crollo del 21% delle esportazioni nel 2020 sono i formaggi Made in Italy i prodotti agroalimentari che – sottolinea la Coldiretti – beneficiano maggiormente dello stop ai dati aggiuntivi Usa che hanno favorito la concorrenza sleale delle imitazione statunitensi che non devono rispettare i rigidi disciplinari delle produzioni nazionali a partire dal Parmesan la cui produzione a livello mondiale ha addirittura superato quella degli originali Parmigiano Reggiano e Grana Padano. Ma duramente colpiti sono stati anche, oltre ai salumi, gli aperitivi e liquori che nel mercato Usa hanno perso circa il 40% del valore export nell’ultimo anno. A differenza di quello francese e tedesco, si è salvato invece il vino italiano che tuttavia ha subito le conseguenze del lockdown della ristorazione con un calo del 4% nel 2020.

L’accordo tra Usa e Ue arriva a poco meno di un anno e mezzo dall’entrata in vigore il 18 ottobre 2019 in Usa di una tariffa aggiuntiva del 25% su una lunga lista di prodotti importati dall’Italia e dall’unione Europea, per iniziativa di Donald Trump alla quale ha fatto successivamente seguito una escalation che ha portato  all’entrata in vigore il 10 novembre 2019 di tariffe aggiuntive della Ue sui prodotti Usa pari al 15% per gli aerei che salgono al 25% su ketchup, formaggio cheddar, noccioline, cotone e patate insieme a trattori, consolle e video giochi alla quale gli Stati Uniti hanno replicato colpendo l’importazione di parti di produzione di aeromobili provenienti da Francia e Germania, i vini, il cognac e brandy francesi e tedeschi, che sono inseriti nell’elenco dei prodotti tassati a partire dal 12 gennaio 2021. Intanto secondo le stime, il Il lockdown di Pasqua costa oltre 400 milioni a ristoranti, pizzerie ed agriturismi con quasi 7 milioni di italiani che tradizionalmente quel giorno consumano il pranzo fuori casa.

Si è tenuto  mercoledi  pomeriggio a Castello del Matese (Caserta), l’incontro di presentazione sul progetto per una filiera della carne di cinghiale, certificata e garantita. Il flagello della sovrappopolazione dei cinghiali è ad una svolta concreta. Da problema per gli agricoltori a risorsa per il patrimonio agroalimentare della Campania. È il progetto proposto da Coldiretti Campania, che parte nell’area montana del Matese, attraverso la collaborazione tra il CRIUV – Centro di riferimento regionale per l’Igiene Urbana Veterinaria e la cooperativa agricola multifunzionale Falode di Castello del Matese, con il supporto della federazione di Coldiretti Caserta.

Sempre da mercoledì 11 marzo, nasce il Consorzio di Tutela della Rucola della Piana del Sele Igp che avrà il compito di tutelare e di valorizzare in maniera efficiente ed chiaro un prodotto di eccellenza del territorio. Presidente eletto, del neonato organismo è stato Vito Busillo, presidente di Coldiretti Salerno e del Comitato promotore che ha lavorato per il riconoscimento e l’iscrizione della rucola della Piana del Sele nell’elenco dei prodotti IGP dell’UE. Il Consiglio di amministrazione è composto da sei produttori e tre aziende di confezionamento: ne fanno parte, oltre al presidente Busillo, gli imprenditori agricoli Irma Sorgente, Eduardo Fortunato, Gianpaolo Terralavoro, Annamaria Cascone, Massimo Valcacer e i confezionatori Antonio Salvatore della OP Oasi, Alfonso Altamura della Op Altamura e Santo Bellina della Op Maggiolina. Il Consorzio avrà un ruolo determinante nello sviluppo di un prodotto che vale 680 milioni di euro all’anno, con una produzione media pari a 400 milioni di chili di prodotto e che rappresenta il 73% circa della produzione italiana.

 

5 Commenti

  1. Un’altra opportunità per valorizzare un’altra grande eccellenza del Sud e Campana soprattutto…

  2. Si precisa che la Rucola del Sele differisce dalle altre varietà. La denominazione Rucola della Piana del Sele IGP, designa le foglie di rucola riferibili alla specie botanica Diplotaxis tenuifolia (L.) DC. (fam. Brassicaceae), volgarmente denominata “Rucola selvatica”. Il prodotto è immesso al consumo allo stato fresco o già pronto per il consumo (IV gamma).

  3. La piana del Sele, ha delle aziende agricole di eccellenza mondiale, fa agricoltura alla avanguardia. Complimenti al presidente della Coldiretti e alle altre associazioni di categorie per il lavoro di unione che fanno…specialmente in questo periodo di Emergenza….

  4. Diplotaxis tenuifolia, la rucola selvatica, pianta poliennale a crescita lenta e dal sapore intenso, rientra nel disciplinare IGP. Essa rappresenta un vero superfood: ha poche calorie, è ricca di vitamine (soprattutto C e K) e minerali, è inoltre ricca di metaboliti secondari

  5. RICORDO ANCORA LE PAROLE DEL SINDACO CICILIA FRANCESE NEL 2019 QUANDO DISSE CHE …..”La IV gamma ha reso la Piana del Sele famosa in tutto il mondo; rappresentando l’elemento trainante della nostra agricoltura. Credo nell’importanza nel marchio di area e sono disponibile all’incontro con agricoltori e imprenditori, convinta dell’importanza della sinergia che debba instaurarsi tra enti pubblici e imprenditori”

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