il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

La Chiesa del grembiule

da Salvatore Memoli

In meno di un anno la Chiesa locale salernitana ha perduto due importanti consacrati, lasciando un vuoto profondo nei fedeli, negli amici e tra la gente che aveva avuto possibilità di conoscerli. Tra poco si compirà un anno dalla morte inattesa di don Gennaro Schiavo, Monaco della Badia di Cava dei Tirreni, animatore della Avvocatella, luogo dì Fede mariana, culla di un’assemblea vasta di fedeli che si associava a lui, per pregare con devozione e per rivolgere il pensiero fiducioso alla Vergine Maria e a Dio.
Le celebrazioni religiose dell’ Avvocatella erano arricchite da una preghiera corale e da una straripante presenza dì fedeli. Tutti avevano un rapporto di conoscenza o di amicizia con P. Gennaro. I fedeli venivano da tutte le località della Regione e dell’Italia. Il monaco orante ed esorcista li accoglieva paternamente, li ascoltava, li confessava ed amministrava i sacramenti . L’Avvocatella era diventato un Santuario conosciuto in Italia, un’oasi di rigenerazione spirituale e, per chi ci credeva e richiedeva l’aiuto, un’isola dì liberazione dagli attacchi del demonio. All’Avvocatella aleggiava una pratica di spiritualità semplice ma efficace, un ritrovarsi dinanzi a Dio nella nudità esistenziale, un impegno a lasciare l’uomo vecchio per rivestirsi della Grazia dell”uomo nuovo. Il P. Gennaro era una figura di spiritualità  vera ed era l’anima del Santuario dove aveva, con il consenso degli Abati, speso la sua vita religiosa.
Uomo di preghiera, i suoi occhi erano immersi nel mistero trinitario  ed avvolti dalla intensa devozione mariana.
A pochi chilometri dall’Avvocatella un altro uomo dì Dio ha trascorso la sua vita nella preghiera e nella pratica degli insegnamenti del Vangelo. Don Franco Fedullo é stato un angelo di sacerdote. Buono, semplice, devoto, colto, studioso attento, praticante compassionevole delle virtù evangeliche tra tutti coloro che tendevano la mano per un aiuto. Distribuiva con uguale importanza gli insegnamenti evangelici e le coperte ai barboni, l’aiuto diligente a discernere la volontà di Dio e sapienti consigli a chi, per stanchezza, era incline all’aborto. Ha salvato non pochi bambini dalla morte, ma ha salvato soprattutto chi voleva abortire perché non aveva altre soluzioni. Don Franco è stato presente nel silenzio, ha condiviso con dignità, ha salvato tutti dall’umiliazione, è stato prete vero, senza imporsi ma facendosi scegliere amorevolmente. La sua creatura Il Gregge ha subito i contraccolpi destinati a lui, anche se a lui niente è stato risparmiato. L’ho incontrato tante volte provato e sofferente ma non gli mancava il sorriso. Mi chiedevo  sempre dove trovasse il tempo per curare bene la Parrocchia, pregare e vivere la carità attivamente, diligentemente, sapientemente senza dimenticare nessuno. Se glielo chiedevo mi rispondeva sorridente ed aggiungeva: sai s’adda fa! Si è diviso per tutti come frammento di eucarestia. Il poco doveva essere uguale al tutto!
P. Gennaro e Don Franco avevano in comune la preghiera e la fiducia nell’ascolto profetico del Signore che parla ogni giorno, in ogni dove ed in mille modi! Chi ne ha fatto esperienza con loro conosce i dettati della Madre dì Dio e la sua premura nel salvare l’umanità. Sono tra chi ha creduto in questo prodigio dì Fede e non mi sorprende dì vedere quanti deridono o dubitano della Grazia dì Dio che interviene ogni giorno nella storia della salvezza.
Questi straordinari consacrati che il Signore ha chiamato a sé anzitempo, erano e saranno per sempre parte viva della Chiesa del grembiule come avrebbe detto D.Tonino Bello.
Hanno servito e non si sono serviti della Chiesa. L’hanno amata, subita nelle sue esuberanze dì uomini che la rappresentano, le hanno obbedito e l’hanno fatta crescere ogni giorno nella testimonianza degli insegnamenti del Vangelo.
Sono morti di Covid, sarebbero morti di altro. Quel che resta è quello che hanno dato, supplendo tante volte ad indifferenze colpevoli.

Se i Santi hanno un comune denominatore nell’amore dì Dio e del prossimo, Dio mi ha permesso dì conoscere, stimare e condividere tanto, due di essi!

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