il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Ucraina, inchiesta del Procuratore Capo della Corte penale Internazionale dell’Aja il britannico Karim Khan, su presunti crimini di guerra e crimini contro l’umanità commessi dalla Russia.

da Pietro Cusati

 

 

 

 

 

 

 

Il pubblico ministero della Corte penale internazionale dell’AJA ha aperto un’indagine sulla situazione in Ucraina per indagare su presunti crimini di guerra commessi dalla Russia. Lo ha annunciato il Procuratore Capo della Corte Penale Internazionale il britannico Karim Khan, dopo aver ricevuto il via libera da 39 stati, l’indagine riguarderà tutti gli atti commessi in Ucraina dal 2013 . Tra i paesi che hanno dato il loro via libera: tutti i membri dell’Unione Europea, Australia, Canada, Nuova Zelanda e Svizzera. Anche paesi dell’America Latina come la Colombia e il Costa Rica hanno dato la loro approvazione. L’Ucraina nel 2014 ha accettato la giurisdizione della Corte Penale Internazionale. Fondata nel 2002, la CPI,la Corte Penale Internazionale , con sede all’Aia, è stata investita come un Tribunale Internazionale Indipendente per processare individui accusati di presunti genocidi, crimini di guerra e crimini contro l’umanità.Intanto a  Bruxelles al Consiglio di giustizia e affari interni (Gai) , sulla situazione in Ucraina la Ministra della Giustizia Italiana Marta Cartabia, ha sottolineato l’esigenza di coesione da parte della Ue di fronte alle recenti circostanze : “anche i ministri della Giustizia riuniti per il consiglio Gai hanno espresso una reazione pronta, coordinata, coesa, nei confronti della grave aggressione che si sta verificando in Ucraina, sollecitando il Procuratore della Corte Penale Internazionale ad avviare un’indagine per eventuali accertamenti di crimini di guerra e crimini contro l’umanità e hanno espresso determinazione a non lasciare nessuna zona di impunità e a rafforzare la cooperazione fra di loro. L’inchiesta  ha fatto sapere il pubblico ministero Karim Khan, riguarda tutti gli atti commessi in Ucraina “dal 21 novembre 2013″. Un periodo in cui sono da comprendere “tutte le accuse passate e presenti di crimini di guerra, crimini contro l’umanità o genocidio commessi in qualsiasi parte del territorio dell’Ucraina da qualsiasi persona”.Al Tribunale  dell’AJA compete il giudizio dei crimini più gravi che interessano l’intera comunità internazionale: il genocidio, i crimini contro l’umanità e i crimini di guerra. Lo Statuto di Roma, adottato nel 1998 ed entrato in vigore nel 2002, costituisce la base legale della Corte dell’AJA permanente ed  esprime la determinazione dei 123 Stati contraenti  al 1° maggio 2013 “a porre termine all’impunità degli autori di tali crimini contribuendo in tal modo alla prevenzione di nuovi crimini”.Il Tribunale dell’Aia non sostituisce le giurisdizioni penali nazionali, bensì è complementare a questi, interviene soltanto se le autorità nazionali competenti per il perseguimento penale non vogliono o non possono perseguire i crimini commessi sul loro territorio o da loro concittadini. Succede  quando le autorità sono controllate da persone che devono rispondere dei crimini in questione o se il sistema statale di perseguimento penale è stato scardinato da eventi bellici. Alcuni Paesi hanno firmato il trattato di Roma , senza però ratificarlo. Sono 32 in tutto: fra loro ci sono Israele, Russia e Stati Uniti che hanno chiarito di non volerlo ratificare. Anche la Cina, membro permanente del Consiglio di sicurezza Onu,come Usa e Russia, , non ha aderito alla Corte penale internazionale. L’Ucraina, pur avendo firmato lo Statuto di Roma nel 2000, non l’ha mai ratificato. Nel 2014, però, l’Ucraina ha attivato la giurisdizione della Corte dell’Aia tramite una procedura speciale prevista all’interno dello Statuto. Il Procuratore Kharim Khan,  britannico di recente nominato pubblico ministero presso la Corte penale internazionale, ha deciso  di utilizzare i risultati ottenuti nel precedente esame preliminare con l’obiettivo di aprire l’iter per una vera e propria inchiesta,la cosiddetta “investigation”, che abbia al centro degli accertamenti anche i nuovi reati, eventualmente commessi dal 24 febbraio 2022 da parte di qualsiasi parte in conflitto e in qualsiasi parte del territorio dell’Ucraina.

 

 

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