il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Aridatece le Cooperative.

da Salvatore Memoli

Avv. Salvatore Memoli

Aridatece le cooperative sociali! Si proprio quelle criminalizzate, ridotte in miseria. Aridatece quelle file di operai che vedevamo per strada occuparsi della manutenzione, curare i giardini, rimuovere rifiuti di ogni genere per restituire ai cittadini ambienti sanificati, puliti e igienizzati.

Aridatece le cooperative sociali, ve lo diciamo proprio come i romani chiedevano a gran voce Aridatece er puzzone! Aridatece il dittatore Mussolini, gridavano i romani e lo scrivevano sui muri di Roma, dopo che gli alleati l’avevano liberata nel 1944. I Romani non volevano certamente rimettere in sella Mussolini, né volevano un ritorno del fascismo. Era un’indicazione spontanea, urlata, per chiedere un minimo di chiarezza nella confusione imperante.

Aridatece le cooperative, quelle che pulivano le strade e i giardini, quelle che si occupavano di una città europea, caduta inesorabilmente nella sporcizia di luoghi importanti e delle periferie riconquistate dagli incivili, dai rifiuti abbandonati in ogni dove, della inciviltà elevata a sistema. Il territorio, oggi, non é controllato, servito, restituito alle buone intenzioni. Il territorio presenta una ferita patologica, direttamente proporzionata all’insipienza di amministratori ciechi, a chi non sente la responsabilità dell’insipienza, alla gravità di non essere idoneo a gestire la cosa pubblica.

La richiesta che viene da tutti é chiara ed inequivocabile, la città vuole ciò che c’era prima, l’organizzazione di prima che garantiva una presenza a tempo pieno di operatori che si dedicavano alla cura della città. La incapacità di governare questa città, affidata a proconsoli e consiglieri del capo, senza né arte né parte al gioco, ha creato il caso dell’ incriminazione di un sistema collaudato di servizi pubblici, esternalizzato, proprio per snellire procedure obsolete di gestione diretta. Per la verità non solo obsolete per modalità operative, ma inadeguate all’equilibrio di bilancio del Comune di Salerno. Da anni il Comune non ha più nel suo organico personale dipendente, si é privato di centinaia di persone, alleggerendo costi ingenti che pesavano sui risultati di gestione. I meriti delle Cooperative alle quali venivano affidati servizi primari stanno nel fatto che ad una maggiore efficienza funzionale corrispondono consistenti contenimenti dei costi. Ovviamente quelli che parlano per denigrare le Cooperative sociali non hanno mai fatto un’analisi dei bilanci ab initio dell’affidamento. I dipendenti del Comune che si occupavano di nettezza urbana, giardini, manutenzione erano diverse centinaia, il loro costo e la loro gestione era complesso e complicato. Molti di essi sono andati in pensione ed altri hanno cambiato mansione. Tutto questo ciarpame che infila successi distruttivi, demolizione di un’organizzazione che risolveva i problemi di Salerno, é la causa del disastro di una città gestita per procura. Salerno non merita questi disastri amministrativi, aggravati da una pesante indagine giudiziaria che ha preso strade insostenibili di imputazioni di condotte criminose di persone che hanno sempre garantito buoni risultati; alla ricerca di comportamenti delittuosi, con l’obiettivo di leggere anche le virtuosità di scelte e relazioni come cofecchie di un grande sistema di corruzione.

Aridatece le cooperative salernitane! Gente che ha lavorato volendo bene alla città sotto gli occhi vigili dei cittadini.

Spero tanto che il nuovo anno restituisca giustizia a queste persone, riveda il suo giudizio frettoloso e lacunoso, legga le carte e riscopra le virtù di gestioni specchiate che sono cadute nel tritacarne delle lotte politiche e nella disgrazia di amministratori farfarielli che sono il vero cancro di Salerno.

Aridatece er puzzone! Allontanate i farfarielli del governo di Salerno! Essi sono il vero sistema da abbattere, sradicare dalla pubblica amministrazione. Sono famelici d’incarico e di prebende, non amano la città! Sono il veto vulnus di una collettività che per darsi un nuovo ordine, un rimodellamento delle organizzazioni, una riforma di un’idea amministrativa… deve far intervenire la Magistratura!

Non sanno gestire la politica e le scelte amministrative! Fanno soltanto danni, perché per loro non valgono i rapporti umani, sono dentro fino all’inverosimile nella mala gestio del Comune. Tanto a loro cosa importa, sanno di avere un tempo limitato per affermare i loro interessi.

Tutto questo mentre la città soffre e paga pegno. Hanno gettato sulla collettività il disastro delle loro fetidi presenze e fanno pagare a tutti il loro capriccio di gestire una città che merita altro.

Tutto questo mentre noi siamo costretti a registrare un giorno infausto per Salerno, vedere i suoi figli condannati a subire un processo perché chi deve governare i processi amministrativi non sa farlo, perché non l’ha mai fatto, abituati come sono ad aggiustarsi le prebende personali.

Se deve andare così, aridatece De Luca se conserva la lucidità dello sceriffo di un tempo, perché l’operazione di farsi sostituire da familiari e famigli gli ha fatto perdere definitivamente il gusto della sana gestione della città!

Capisco che é di gran lunga più soddisfacente governare la Regione, ma guidare bene la Città gli darebbe più soddisfazione di qualsiasi altra cosa, se ne é ancora capace! Ne avrebbe un merito a fermare la mano impreparata dei suoi fedelissimi che gli fanno perdere la faccia! E, non penso al Sindaco! L’anno che verrà deve veder risolta questa infamia del processo alle cooperative sociali che mina la complessità delle possibilità di offrire soluzioni economiche, trasparenti ed efficienti, di dare risposta ai bisogni della collettività inclusa la risposta occupazionale.

Se la Giustizia coglie questa opportunità, noi le diciamo grazie, restituisca alla buona politica le soluzioni per la miglior gestione dei servizi pubblici. In fondo anche i Giudici sono innanzitutto cittadini. Cittadini che vedono il degrado ambientale di Salerno! Impegnino la politica a dare risposte e a darsi uno stile più dignitoso e sobrio di affrontare i problemi che poco prudentemente hanno scaricato, come sempre, sulla Giustizia Salernitana.

 

 

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