Fortapasc: vincere una guerra senza tempo

Da Lorenzo Forte

SALERNO – E’ in programma lunedì 27 febbraio,  presso l’Ostello della gioventù Ave Gratia Plena di Salerno, nel cuore del centro storico, una serata di sensibilizzazione e di sostegno culturale nei confronti della lotta alla criminalità organizzata.  L’appuntamento, che ricevuto il patrocinio morale del Comune e della Provincia, si dividerà in due momenti.  Si comincia alle ore 19 con la proiezione del film Fortapàsc, pellicola a firma di Marco Risi che racconta la drammatica storia di Giancarlo Siani, giornalista del Mattino ucciso dalla camorra il 23 settembre 1985, quattro giorni dopo aver compiuto 26 anni.  A seguire un dibattito dal titolo “Fortapasc, dal cinema alla realtà. La camorra di ieri e di oggi: vincere una guerra senza tempo”.  Al dibattito, moderato dal caporedattore de Il Mattino di Salerno Gianni Molinari, prenderanno parte:  Antonello Sannino – presidente associazione “Marcella di Folco”  Arcigay Salerno;  Lorenzo Forte – Presidente Associazione Senza Periferie;  Ermanno Guerra –Assessore alla Cultura Comune di Salerno;  Ferdinando Argentino – Presidente Azienda Salerno Energia;  Rosaria Capacchione – Giornalista il Mattino di Napoli;   Elena Coccia – Vice Presidente del Consiglio Comunale di Napoli;   Anna Maria Torre – referente provinciale “Libera”. L’espressione “senza tempo”  utilizzata dagli organizzatori dell’iniziativa nel titolo del dibattito ha due ragioni ben precise alla base. 1. Una guerra senza tempo sta a significare che, quella contro la criminalità organizzata, è una battaglia che si combatte ormai da sempre. Contestualizzarla in un determinato periodo storico è un’operazione ingannevole che ci allontana dalla verità. E la verità è che si tratta di un nemico della porta accanto, che vive intorno a noi quotidianamente sul piano delle percezione. E anche dal punto di vista culturale in determinati territori. 2. Con l’espressione “vincere una guerra senza tempo” si pone l’accento sulla necessità di portare a casa questa battaglia il prima possibile. Non abbiamo più tempo da perdere. Non l’abbiamo mai avuto, in verità. Ma è bene mettere in risalto questo aspetto. E’ una necessaria e preziosa operazione di memoria.  E’, in un certo senso, come dire: “Ricordiamoci che il tempo è scaduto e che dobbiamo seriamente preoccuparci di questo cancro che attacca la parte sana della nostra società”. Ogni minuto che passa è un minuto che viene sottratto alla vita di tantissime persone: le persone sotto usura, i tossicodipendenti che comprano la droga dai pusher della malavita, e non solo loro.

 

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