VACANZE NON RIPOSANTI

Alfonso D’Alessio

Siamo a fine agosto e l’estate volge al termine. Certo il mese di settembre per molti è il periodo scelto per il riposo, ed ha un indubbio fascino. Il clima mite, il caldo che difficilmente, e fortunatamente, non raggiunge più i picchi di afa agostani, favoriscono con tutta probabilità un riposo migliore di quello che si può avere nel mese precedente. Per tutti gli altri é il momento del rientro dalle famigerate ferie. Un rientro che accomuna tutti, anche coloro che non hanno raggiunto mete lontane, perchè in qualche maniera si torna alla vita normale, quella che ci vede impegnati nella frenesia e nelle corse di tutti i giorni. E assale la solita domanda: mi sono riposato davvero? Anche la risposta rischia di essere sempre la stessa, ed è no. Tranne che per i ricchi nababbi, quelli che possono permettersi di vivere in alberghi di lusso, di raggiungere luoghi dove il furto è legalizzato e si paga una bottiglia di acqua nove euro, vedasi Positano, Capri o Venezia, e per i quali la comodità non cambia pur cambiando posto dove si vive, per tutti gli altri le vacanze si trasformano nell’esercizio dell’arte dell’arrangiarsi pur di risparmiare. Fin qui nulla di male se si trattasse di uno o due giorni, ma quando il tempo si protrae ecco che qualcosa cambia, la vacanza si trasforma in stress. Per non parlare di quelli che pur di non sottrarsi alla moda della vacanza-stress obbligatoria, chiudono le imposte della casa e vivono al buio per far credere che sono in villeggiatura. In altre parole, il riposo non è legato esclusivamente al cambiamento degli agenti esterni nei quali si è immersi. Questi hanno un’indubbia importanza in quanto distraggono forzatamente dalla routine quotidiana, ma il vero riposo si trova nella capacità di pacificare il cuore e la vita innanzitutto con noi stessi e di conseguenza con quelli che ci circondano. In questo modo siamo noi a portare la vacanza ovunque viviamo e non corriamo dietro a sogni che ci fanno risvegliare più stanchi di prima.

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