Arte & Politica: “Nu juorno malamente”

Aldo Bianchini

SALERNO – Da sempre la città di Baronissi è il termometro delle varie consultazioni elettorali, sia esse di natura amministrativa che di natura politica; perché Baronissi è il crocevia della politica salernitana e non solo. Lo è diventato ancora di più da quando l’uomo ombra di Vincenzo De Luca, l’uomo che lo ha accompagnato in mille e mille peripezie amministrative e finanziarie, tutte in punta di diritto, ha deciso di abbandonarlo a se stesso; e da quel momento, qualcuno potrà dire che esagero, è cominciato il calvario del sindaco di Salerno, un calvario che sarà ancora lungo ma che lo vedrà certamente soccombere. L’uomo ombra è riuscito finanche a smantellargli tutti gli equilibri che <<il caimano>> aveva faticosamente creato e quest’ultimo sta reagendo con tutte le zampate possibili, fino al punto di far cadere nella rete l’ignaro ed incauto Rocco Hunt che potrà capirne qualcosa di musica e di canzoni (soprattutto se “rap”) ma che di politica ne mastica sicuramente ben poco. E’ caduto nella rete perchè Rocco è figlio del popolo, anzi del popolino, e De Luca governa ancora quella fetta di popolo. Non poteva sapere il buon Rocco che viviamo in un Paese, ed in particolare in una provincia, dove il connubio arte/politica non è ancora ai livelli degli USA; lì un artista si cimenta facilmente nelle devastanti campagne elettorali americane spendendosi in estenuanti tournée; qui da noi la comunione arte&politica è ancora di là da venire. L’incidente provocato, forse anche volutamente, da Piero Pelù verso Matteo Renzi è la prova inequivocabile di quanto affermo. Ma Rocco quando ha accettato l’invito della sinistra non avrà certo pensato di poter scatenare un vespaio di polemiche così elevato nei toni e grottesco negli atteggiamenti. L’artista è artista sempre. Punto. Anche quando interviene nelle convention politiche, anche quando lo fa gratis, anche quando lo fa a pagamento (purchè non sia danaro pubblico !! come giustamente sottolinea con la sua forbita penna la collega Carla Errico su Il Mattino). Le risposte, le ripicche, le battute, le contromosse sono aria fritta. Rocco Hunt, neo vincitore di San Remo Giovani, è stato preso per i fondelli da qualcuno al quale non ha potuto dire di no, anzi ho la sensazione che la scelta sia stata poi assolutamente volontaria e voluta, non tanto per motivazioni di ordine politico, piuttosto per quell’esigenza insopprimibile, che ogni artista sente dentro di se, di avere e consumare un continuo rapporto con il pubblico, con il grande pubblico, con il suo pubblico. Per vivere “Nu juorno buono”, è andata finire invece che questa sera alla fine del concerto il bravo Rocco avrà vissuto, suo malgrado, <<Nu juorno malamente>>.

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