FALVELLA: i commenti alla cerimonia del “salone dei marmi”

 

Aldo Bianchini

PARADISO – Come aveva annunciato Pippo Falvella qualche giorno fa, circa la volontà di CARLO di riconvocare il tavolo del paradiso per analizzare quanto accaduto nel salone dei marmi del Comune di Salerno la mattina del 7 luglio scorso in occasione delle celebrazioni per il cinquantesimo anniversario dell’uccisione dell’allora giovanissimo Carlo in Via Velia, ecco di nuovo tutti intorno al tavolo (disegnato dall’ottimo archifuturista Ugo Marano), e sono tanti.

Prende subito la parola proprio il segretario Pippo per dare lettura delle generalità di tutti i personaggi ammessi al tavolo: “”Giovanni MariniFrancesco Mastrogiovanni (gli ex nemici, al momento senza diritto di voto); Guido Rossa (il sindacalista ucciso dalle BR); Vittorio Bachelet (il giurista); Nino Colucci e Tommaso Biamonte (i politici moderati); in posizione un po’ defilata i due ex brigatisti rossi Annalaura BraghettiBruno Seghetti che dal 2017 sono stati ammessi al tavolo anche se soltanto in via sperimentale e con diritto di voto soltanto dal 2019; ben lontano da Mastrogiovanni il mitico ex sindaco pescatore Angelo Vassallo (anche lui ammesso al voto), Ugo Marano (con voto il compianto artista futurista salernitano che aveva creato sul Monte Cervati il tavolo del paradiso per gli 80 comuni del Cilento); con la novità dell’ammissione di altri personaggi: Stefano e Virgilio Mattei (assassinati a Roma il 16 aprile 1973), Iolanda Palladino (uccisa a Napoli il 21 giugno 1975), Claudio Miccoli (ucciso sempre a Napoli il 6 ottobre 1978), Raffaele Iozzino (agente di scorta di Moro, ucciso a Roma il 16 marzo 1978), Angelo Mancia (ucciso a Roma il 12 marzo 1980), Nicola Giacumbi (vittima delle BR a Salerno il 16 marzo 1980 ben scortato dalla moglie Carmela Di Renna che lo ha raggiunto da poco tempo); Gelsomino Pantuliano (già plenipotenziario della Democrazia Cristiana e sempre molto sensibili ai temi e problemi della gioventù, grande attivista editoriale), Giuseppe Tarallo (personaggio molto forte sul piano della difesa del territorio e della natura, già presidente del Parco Nazionale del Cilento – Vallo di Diano e Alburni) e l’ultimo arrivato Enzo Fasano (già senatore e ottimo conoscitore delle guerre senza esclusione di colpi tra i giovani della sinistra e della destra negli anni ’70)che, al momento, non ha diritto di parola. Un tavolo che dalla sua eterogenea composizione evidenzia una vera voglia di riconciliazione.

Nel corso della mattinata del 6 luglio 22, ottimamente condotta da Eduardo Scotti, si è parlato di “memoria storica – condivisione della memoria finalizzata alla ricerca della verità – ricordo dei sacrifici – trasmissione di valori alle nuove generazioni – dichiarazione universale dei diritti dell’uomo”.

Il presidente Carlo Falvella dà il via ai commenti che si annunciano forti e chiari, tanta è stata l’attesa del cinquantenario e dei molteplici interventi; intervengono un pò tutti. Carlo ascolta impettito e con lo sguardo diretto negli occhi di ogni singolo oratore.

Alla fine, dopo un momento di riflessione, si alza e dice: “”La prima cosa che mi viene da dire è che la  mia immagine, sebbene nascosta nel rituale ricordo, non può e non deve essere mai la passerella mediatica per qualcuno; e l’altro giorno questo confine è stato valicato anche se impercettibilmente. La memoria, la pacificazione, superare i desideri di rivalsa per quegli episodi è fondamentale per un futuro migliore per tutti. Io appartengo ad un mondo particolare e non solo e non più alla mia famiglia; ma sono e resto un caso unico che non può essere in futuro celebrato con altre situazioni drammatiche. L’obiettivo di mio fratello Marco, nell’invitare persone di destra e di sinistra, era quello di condividere il ricordo nell’ottica di garantire assoluta parità futura. Questo, mi sembra, non sia venuto fuori con chiarezza. A questo tavolo nessuno si atteggia e/o manifesta superiorità politico/culturale; siamo davvero tutti sullo stesso piano. Probabilmente sulla terra, ma questo Marco non poteva saperlo, non c’è ancora la consapevolezza dell’assoluta parità. Vi ringrazio tutti e vi do appuntamento al prossimo anno””.

 

 

 

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