Aumentano gli incidenti sulle strade, i morti sui luoghi di lavoro e le violenze sulle donne

 

da Nicola Femminella

(docente e storico)

 

Cresce il numero degli incidenti stradali sulle strade dei quattro comprensori del Cilento, in linea col trend nazionale. La cronaca li riporta quotidianamente e non se ne riescono a spiegare i motivi, anche se spesso affiorano cause ricorrenti come la velocità, l’alcol, gli stupefacenti, da alcuni anni, il cellulare. In prevalenza sono i giovani a lasciare sulla strada la vita o a riportare ferite gravi. In Italia nel 1922 si sono avuti 1362 incidenti mortali che hanno causato 1489 vittime, lasciando un così gran numero di famiglie nel dolore lancinante per la perdita non prevista del proprio caro. Tanti giovani sono usciti di casa, salutando i propri congiunti, senza farvi più ritorno. Il dolore è cocente, difficile da accettare, quando apprendiamo che a perdere la vita sono persone che passeggiavano sui marciapiedi o attraversavano la strada sulle strisce pedonali. Mi addolora anche la morte di minorenni che nel cuore della notte restano vittime di incidenti gravissimi, perché usciti con gli amici appena in possesso della patente, per divertirsi, magari in discoteca. Il giorno dopo compaiono nelle immagini televisive le loro auto accartocciate e le autoambulanze lampeggianti Cosa si può fare? Si ripropongono le solite risposte, ricorrenti. Più controlli sulle strade da parte delle forze dell’ordine, educazione stradale nelle scuole, divieto di alcolici nelle ore notturne, cure maggiori dei figli da parte delle famiglie e altri provvedimenti. Poche, perché davvero è difficile individuarne altre come soluzioni efficienti e adeguate al grave fenomeno. Si finisce col dire che ognuno deve osservare più prudenza. Ne azzardo una personale, senza ritenerla forse del tutto motivata dall’indagine scientifica e fondata su verità inconfutabili. C’è nei tempi attuali un massivo uso dei telefonini, diffuso in tutti gli strati sociali e senza limiti di età, che richiede una concentrazione continua e abbastanza elevata per il flusso illimitato di notizie e messaggi, giochi e svaghi di ogni tipo, immagini e suoni, con i quali intrattiene gli utenti in una specie di camera buia, con il solo  touch screen illuminato ad attirare tutta l’attenzione possibile. La concentrazione è sempre al massimo livello. Si stancano i muscoli degli occhi per focalizzare il campo visivo, ma anche la mente per percepire e comprendere il contenuto. Se tale azione si ripete per molte ore della giornata, inevitabilmente affiora una stanchezza nel funzionamento dell’attività svolta dall’apparato neurologico – neuroni e sinapsi necessariamente impegnati – che potrebbe determinare affaticamento psichico e predisposizione alla distrazione. A me capita dopo molte ore al computer, deciso a comporre e a portare a termine un testo lungo e particolarmente impegnativo. Mi accorgo che aumenta il volume della distrazione e si unisce a quella che mi comporta … l’età avanzata. Anche per chi viaggia il telefonino è diventato un compagno irrinunciabile, specie se si è soli alla guida, per cui sovente ostacola la percezione del pericolo. Ma è una mia supposizione, che neppure oso proporre come motivo esauriente degli incidenti. Qualche studioso delle tematiche giovanili, consiglia una campagna martellante di annunci e inviti alla prudenza, organizzata dai ministeri interessati e rivolta agli automobilisti tramite i telefonini, come quelli pubblicitari che ci assillano ogni giorno per offrirci prodotti e offerte varie. Qualcuno ci farà caso e raccoglierà il messaggio. Piuttosto affermo con forza che occorre un impegno deciso e non procrastinabile da parte degli addetti ai lavori che hanno tra i compiti loro assegnati di studiare e individuare interventi articolati ed efficaci con l’ausilio di eminenti studiosi ed esperti della materia. E non mi sembra che ciò avvenga.

On. Dr. Tommaso Pellegrino - consigliere regionale e capo gruppo I.V.

Si è distinto l’on. Tommaso Pellegrino, consigliere regionale della Campania, che nella giornata di giovedì, 11 u.s. ha presentato nel convegno “Viviamo la strada” organizzato dagli studenti dell’Istituto di Istruzione Superiore “Leonardo Da Vinci” di Sapri, la sua proposta di legge dal titolo “Interventi in favore della sicurezza, della prevenzione e dell’educazione stradale ed istituzione dell’Osservatorio regionale”, per contenere gli incidenti nella regione, visto il gran numero di morti e feriti  sulle strade dei quattro comprensori del Cilento. La sua iniziativa è stata molto apprezzata da alcune associazioni locali presenti all’incontro, fondate dai congiunti di giovani periti sulle strade, che hanno, con toni accorati, invitato i giovani presenti a usare tutta l’accortezza possibile alla guida dei propri automezzi. Cercheremo di illustrare la legge in ogni particolare, predisposta dall’on. Pellegrino, in un prossimo articolo.

Altri fenomeni che oggi sono in crescita e che provocano morti e feriti gravi sono gli incidenti sul lavoro (nel 2022 sono stati 1090), i casi di femminicidio (nel 2022: 125) e le denunce di giovanissimi per reati commessi (nel 2022 è aumentato di molto il numero di minori denunciati: del 35% per omicidi volontari – sono stati 23; del 65,1% per tentati omicidi; del 50% per lesioni provocate; del 75% per percosse).  I telegiornali sono diventati ormai bollettini di guerra e i talk show pomeridiani inondano le regioni italiane di cronisti per raccontare particolari e modalità di incidenti ed omicidi che richiedono indagini da parte delle forze dell’ordine per “chiudere il caso”. Da molte parti si chiedono al nuovo governo iniziative e provvedimenti che possano far scendere i numeri che ho innanzi riportato. L’on. Pellegrino lo ha fatto, mostrando un profondo interesse per il problema, meritando gli applausi dei numerosi studenti e dei parenti delle vittime sulle strade, presenti nel convegno a Sapri.

 

 

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