RUGGI & IESU: il grande ritorno ?

 

Aldo Bianchini

SALERNO – In questi giorni ho avuto modo di leggere una interessante intervista rilasciata dal prof. dr. Giuseppe Di Benedetto (già primario e inventore della cardiochirurgia salernitana – Torre del Cuore, così da lui denominata) e ripresa da diverse testate giornalistiche; una intervista incentrata sulla difesa dell’opera del prof. Severino Iesu (che da lui aveva ereditato il primariato di cardiochirurgia) per auspicarne il ritorno a Salerno.

Premesso che è la prima volta che il prof. Di Benedetto non mi trova d’accordo sulle sue posizioni, mi duole constatare che ancora una volta e, soprattutto, da lui non viene detta l’esatta verità sul perché il prof. Iesu lasciò la cardiochirurgia salernitana dopo gli scontri ufficiosi ed ufficiali con il prof. Enrico Coscioni, oggi ritornato in sella al reparto di cardiochirurgia, dopo un breve periodo di sospensioni per motivi cautelari-giudiziari.

Proviamo per l’ennesima volta a fare chiarezza sull’argomento che è già spinoso di per sè e che lo diventa ancora di più se si pensa al fatto che al centro dello scontro tra i due primari c’è stata, al di là delle singole e invidiabili professionalità, la politica a sfondo deluchiano:

  • Il reparto di cardiochirurgia venne diviso in due, una ventina di anni fa, proprio da Di Benedetto per trattenere a Salerno il suo pupillo Iesu che era stato attirato da miraggi esterni;
  • Nel 2015 Di Benedetto andò in pensione per raggiunti limiti di età (e purtroppo nessuno maldestramente lo invitò a rimanere semmai con una convenzione) e l’intera cardiochirurgia rimase nelle mani di Iesu:
  • Poco tempo dopo il governatore De Luca, con astuzia politica, in considerazione del fatto che era rimasto vuoto un posto di primario nominò Coscioni (suo fedele consigliere regionale per la sanità) a capo della cardiochirurgia di elezione, dando a Iesu quella d’urgenza;
  • Ci fu lo schieramento, tutto e soltanto politico, di un centinaio di medici e paramedici che sottoscrissero addirittura (cosa che non accade sovente) un documento contro la nomina di Coscioni;
  • La querelle, ai limiti del ridicolo, andò avanti per qualche anno fino a quando Iesu decise di lasciare sdegnosamente il suo rapporto col Ruggi; ma lo fece pochissimi mesi prima che raggiungesse i limiti di età per essere messo d’autorità in stato di quiescenza come prevede la legge;
  • Il prof. Iesu, libero da vincoli burocratici ottenne almeno due collaborazioni esterne, lontane da Salerno e abbastanza appaganti professionalmente; la cardiochirurgia ritornò ad essere riunificata e per il periodo di sospensione di Coscioni è stata retta dal cardiologo dr. Matteo generoso Bottigliero che non ha fatto sentire né l’assenza di Coscioni e neppure quella, tanto combattuta, di Iesu che ha ripreso dal maggio scorso il suo ruolo. Un’azione, quella di Bottigliero, messa in discussione soltanto dall’incauto e male informato consigliere regionale ed ex rettore Unisa prof. Aurelio Tommasetti.

Questa la storia vera della mitica cardiochirurgia salernitana che in tanti fanno finta di ignorare perché fa comodo utilizzare un linguaggio politichese; e veniamo alla situazione odierna anche in riferimento all’intervista del prof. Di Benedetto ed all’auspicio del ritorno a Salerno di Iesu (che ormai dovrebbe aver superato i 70 anni).

L’iniziativa, stando ai bene informati, sarebbe stata presa direttamente dal prof. Iesu che si sarebbe recato per ben due volte presso la Direzione Generale del Ruggi; la prima volta non è stato possibile riceverlo, la seconda volta il d.g. ing. Ciro Verdoliva lo ha ricevuto come giusto che fosse.

Cosa il prof. Iesu abbia chiesto e cosa l’ing. Verdoliva abbia risposto è top secret; se però rileggiamo l’intervista rilasciata dal prof. Di Benedetto possiamo presumere che il prof. Iesu abbia richiesto all’ing. Verdoliva una sorta di “ritorno impossibile”, impedito forse sia dall’età del prof che dalla sua mai celata avversione nei confronti dell’attuale unico primario di cardiochirurgia.

Sulle motivazioni alla base di questo gesto del prof. Iesu vige il massimo riserbo, e per questo è inutile ogni fuorviante congettura.

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