da Pietro Cusati ( Giurista- Giornalista)
Le aree urbane hanno un peso politico maggiore delle zone interne che hanno visto ridursi i propri rappresentanti nel parlamento,ne consegue che i partiti politici privilegiano le candidature nei centri urbani, a danno dei aree interne. Questo ragionamento vale anche per la geografia giudiziaria ? Per l’Associazione Nazionale Magistrati si , infatti,ha proposto, come se fosse un partito politico ,tra le altre cose ,anche la chiusura di altri 87 Tribunali ,oltre i 31 soppressi nel 2012, di eliminare la giustizia di prossimità. L’Anm ha proposto una drastica chiusura di 87 Tribunali che dispongono di meno di 10 pubblici ministeri e 30 giudici. Ottantasette, tanti sarebbero i Tribunali Italiani che, applicando la proposta dell’ANM, risulterebbero candidati alla chiusura. Su 139 uffici giudiziari di primo grado ,solo 52 superano entrambe le soglie richieste, almeno 30 giudici e almeno 10 pubblici ministeri. Gli altri, il 63% del totale, sarebbero destinati alla soppressione, con i procedimenti trasferiti alle sedi maggiori già congestionate. L’ANM ,l’associazione nazionale magistrati, non ha consapevolezza delle regole e dei limiti di uno Stato di diritto. Una cosa è esprimere pareri, altra cosa è essere soggetti paritari.L’ANM è un nuovo partito? Dopo il referendum pretende di dettare al parlamento e al governo, l’agenda della riforma della giustizia? Ma in democrazia l’agenda politica la dettano Parlamento e Governo, sempre che la Costituzione non valga a settimane alterne. E sarà bene non dimenticare che 12 milioni 447.077,il 46,25 %, ha detto Sì alla riforma della magistratura.Il referendum costituzionale del 2020, con modifica degli articoli 56 , 57e 59 della Costituzione, per abbattere i costi della politica, legge costituzionale 19 ottobre 2020, n. 1, recante “Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari”, ha ridotto i membri del Parlamento da 630 a 400 deputati e da 315 a 200 senatori elettivi, eliminando complessivamente 345 seggi. Prima del taglio, alla Camera un deputato rappresentava circa 96.000 cittadini; oggi ne rappresenta oltre 151.000. Al Senato si è passati da circa 188.000 a oltre 302.000 cittadini per senatore.