VECCHIO TRIBUNALE: la discussione è riaperta

 

 

Aldo Bianchini

SALERNO – La discussione sulla destinazione futura dell’edificio che per decenni ha ospitato gli uffici del Tribunale e della Corte di Appello di Salerno si è riaperta; l’augurio è che in questo scorcio finale della campagna elettorale si allarghi a tutte le forze politiche in campo, anche perché l’eventuale presenza di un pezzo di Università nel pieno centro di Salerno (Corso Garibaldi e Corso Vittorio Emanuele) potrebbe servire da volano per il rilancio dell’immagine dell’intera città; un’immagine che nella maestosità del palazzo troverebbe la giusta dimensione culturale che le è sempre mancata.

Ritorna sull’argomento l’ing. Ammiraglio Gaetano Perillo e si rivolge direttamente all’avv. Giovanni Falci portatore, anch’egli, di suggerimenti e di idee sulla destinazione del palazzo; nell’attesa del contributo dell’ex magistrato avv. Carlo Correra, ma anche dei vari candidati al Consiglio Comunale tra i quali l’avv. Antonio Cammarota, ecco il post di Perillo:

Egr. Direttore Bianchini, leggendo le argomentazioni dell’Avv. Falci, mi convinco che la sua lunga frequentazione professionale e la minuziosa conoscenza dei più reconditi recessi dell’ex Tribunale di Salerno stimolino e condizionino il suo forte senso di appartenenza, per cui gli appare “fantasiosa” qualsiasi altra Ipotesi che contempli una diversa destinazione d’uso di questo edificio, la cui dismissione dalle originarie funzioni – immagino – sia stata decisa perché ritenuto non più adeguato allo scopo. Intanto, se l’esistente carico urbanistico, inteso in tutte le sue accezioni e dotazioni territoriali (parcheggi e servizi pubblici), appare idoneo e tuttora confacente per un ripristinato “Polo giudiziario” – come era stato in passato anche se in un contesto ambientale ora superato – non vedo perché con l’insediamento di un “Polo culturale” esso risulterebbe invece alterato, a fronte di un cambio di utenza dell’edificio. Circa il tasso di affollamento che, come sostiene l’Avv. Falci, verrebbe adeguatamente assicurato solo con la presenza delle varie branche giudiziarie, ma non in maniera similare da un fantomatico Polo culturale – i cui possibili utenti si aggirerebbero angosciati in una “metafisica” sequenza di spazi tristi e solitari –  riterrei qualificante al riguardo il giudizio del Prof. Virgilio D’Antonio. Il Magnifico Rettore ha riconosciuto che “la città ambisce ad essere universitaria e l’Univesità, da questo punto di vista, chiede e ha l’aspirazione di portare i propri studenti e i propri docenti nelle strade della città”. Ritengo quindi che egli sia in grado di elaborare ed attuare un concreto piano articolato di attività: burocratiche, didattiche, culturali e di alta specializzazione, dottorati di ricerca e di perfezionamento, biblioteche e sale di lettura, nonché periodici eventi con eminenti studiosi e ricercatori nazionali ed esteri, tali da assicurare lustro e attrattività alla nuova struttura, facendola diventare  “non semplicemente un discorso formale o simbolico” ma piuttosto un veicolo per “portare il personale, la comunità dell’Università (e non solo) all’interno della città”. Non vedo perché un simile scenario dovrebbe rappresentare una “diminutio capitis” se raffrontato alle pur nobili e importanti, ma direi prosaiche, attività svolte da TAR, Uffici di conciliazione e/o di mediazione penale, Commissioni tributarie, ecc. L’Università di Salerno, con i suoi numerosi dipartimenti e corsi di laurea e le moderne strutture didattiche, sportive e di confort diffuse sul territorio, rappresenta una innegabile realtà nel panorama accademico italiano. Trovo singolare che, oltre al Campus principale di Fisciano e alla più recente sede nella frazione Sava del Comune di Baronissi (medicina, chirurgia, odontoiatria e centro polisportivo), essa abbia una articolazione extra territoriale (?) con una sede nel Palazzo di Città del Comune di Avellino, mentre sul capoluogo salernitano – già sede fin dal lontano Medioevo di una prestigiosa Scuola medica universalmente riconosciuta – continui a pendere l’editto di Gioacchino Murat che nel 1811 ne decretò il declassamento a “Real Liceo”, collocando Salerno su un livello inferiore nel panorama degli studi universitari. Sarebbe finalmente ora l’occasione propizia per ricreare una realtà che ridia testimonianza del glorioso passato di Salerno, giustamente citata con l’appellativo di “HIPPOCRATICA CIVITAS”.

Cordialmente,

Amm. (ing.) Gaetano Perillo

 

 

One thought on “VECCHIO TRIBUNALE: la discussione è riaperta

  1. Ringrazio il Direttore Bianchini per il lodevole impegno nel tener “up to date” l’importante tema che non vada in disuso lo storico edificio, in passato sede del Tribunale di Salerno. Condivide in particolare che esso possa diventare il contenitore di attività universitarie di alto livello, oltre che sede del Rettorato dell’Università.
    Mi auguro che il tale progetto diventi realtà, con il consenso di tutte le Istituzioni salernitane e dei cittadini.

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