Da Angelo Andriuolo
TORINO – La lingua e la cultura di Teggiano – l’antica Diano che si erge austera e nobile arroccata sul colle dal quale domina la Valle omonima – è protagonista alla XXXVIII edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino, grazie al lavoro tenace di Mōre Dianense – Associazione per lo studio e la promozione della lingua e della cultura locali – di Teggiano e la visione dell’editore napoletano Giuseppe De Nicola.
La manifestazione è in corso di svolgimento – iniziata il 14 terminerà il prossimo 18 maggio – presso il Lingotto Fiere a Torino, ove le opere che hanno come protagonista la cittadina, quattro in tutto, sono esposte nello stand N38/X50 Pad 3: Il Dialetto Romanzo di Teggiano. Fonetica, Morfologia, Sintassi e Vocabolario di base di Vincenzo Andriuolo, Pinźànni Pinźànni. L’anima antica ed altri pensieri di Enza Morena, Na spèra ri sòlu di Salvatore Gallo, Studi sul dialetto teggianese di Giuseppe Mea.
Le quattro opere fanno parte della Collana Mōre Dianense che l’editore ha inteso dedicare proprio agli studi su lingua e cultura locale promossi sotto l’egida della omonima associazione. Spiega l’editore raggiunto al telefono: “È stato proprio grazie ad una chiacchierata casuale con Vincenzo Andriuolo nel 2015 – quando ancora non aveva fondato Mōre Dianense di cui è presidente – che ho ripreso a pieno regime l’attività di editore, con la pubblicazione del suo Dialetto Romanzo. La passione e l’amore con cui egli parlava e parla della lingua dei padri sono stati a dir poco coinvolgenti: di qui l’interesse per i dialetti e per l’immenso patrimonio culturale che essi decodificano e veicolano; di qui l’idea di dare il mio contributo anche con la istituzione di una specifica collana editoriale”.
“Essere presenti con una propria opera al Salone del libro di Torino – sono le parole di Salvatore Gallo, Vice Presidente della associazione culturale dianese, disponibile come sempre ad una chiacchiera telefonica con la nostra testata – insieme ad ospiti come Saviano, Baricco, Carrère ed altri, e, soprattutto in compagnia di altri amici teggianesi, è motivo di grande orgoglio e soddisfazione. Tutto ciò è stato possibile grazie alla tenacia, all’ impegno e alla determinazione dell’ editore Giuseppe De Nicola il quale ha pensato bene di creare una vera e propria collana, dedicata ai testi in dialetto e poi esporla in questa prestigiosa vetrina internazionale”.
Ma quale è il ruolo di una associazione culturale come Mōre Dianense in contesti e in momento in cui tutto muta e si consuma con velocità impressionante? Salvatore Gallo non ha dubbi. “Sono molto probabilmente l’unico vero antidoto. Il dialetto e al cultura popolare da un po’ di tempo a questa parte godono di un’ attenzione particolare, ma è necessario occuparsene in maniera interdisciplinare coinvolgendo le più diverse sensibilità ed i più diversi ambiti disciplinari. Di qui la necessità di costituire a Teggiano un’ associazione culturale come Mōre Dianense con finalità ben precise tra cui quella di salvaguardare cultura e lingua locali, con un sistema organizzativo e regolamentare che garantisce il rigore scientifico di ogni sua iniziativa.”.
E le azioni concrete? Il Preside Gallo è ancora più esplicito: “È nata da poco ma può già vantare un’ attività intensa di divulgazione e di ricerca, non ultima quella sul campo in collaborazione con l’ Università di Salerno. Il dialetto è un patrimonio culturale da non disperdere ma da custodire e tramandare alle nuove generazioni; a tal fine Mōre Dianense da qualche anno sta portando avanti un programma – su progetto di Vincenzo Andriuolo formalmente adottato dalla Amministrazione Comunale di Teggiano – di studio del dialetto nelle scuole medie e primarie di Teggiano, in quanto terreno fertile per semina e raccolto.”