LUCIO MORI: un pezzo di storia salese che va via … nel ricordo di Antonio Sica

 

Aldo Bianchini

VALLO di DIANO (06.09.26) – Ieri sono stati celebrati i funerali di LUCIO MORI, un professionista dell’informazione locale che sicuramente ha dato anche lustro alla cultura valdianese attraverso la sua capacità di formare intere nuove generazioni di giovani fin dalle importantissime scuole primarie che un tempo si chiamavano “elementari”.

Ho conosciuto molto poco Lucio Mori, negli ultimi decenni lo avrò incontrato si e no cinque-sei volte, ma ho sempre avuto di lui un profondo rispetto come uomo e come professionista sempre cortese ed impeccabile nei rapporti istituzionali ed interpersonali.

Altri colleghi giornalisti del Vallo lo hanno conosciuto e frequentato, ovviamente, molto più di me ed ho letto con piacere i lunghi e intensi post che gli hanno dedicato dopo aver appreso della sua morte.

Tra i tanti ho scelto quello che a me è apparso come  il più completo, appassionato, sinceramente affettuoso e rispettoso; mi riferisco al lungo pensiero pubblicato dal giornalista Antonio Sica sulla sua pagina FB, un pensiero che rispecchia molto bene il rapporto che c’è stato tra i due e, soprattutto, tra le famiglie Sica e Mori e che è durato alcuni decenni.

 

 

, . À

Simona Sica Lina Mori (04.09.26)

Ci sono persone il cui nome forse non comparirà nei libri di storia, ma che la storia la scrivono ugualmente. La scrivono nella vita dei propri familiari, degli amici, delle persone che hanno incontrato e di un’intera comunità. Sono persone che non hanno bisogno del clamore per lasciare una traccia, perché quella traccia resta negli affetti, nella riconoscenza e nei ricordi degli altri.

, che si è spento ieri, è stato una di queste persone.

È impossibile descrivere così, a caldo e con poche parole, tutto ciò che Lucio è stato e ha rappresentato. Per questo mi limito a qualche ricordo personale e familiare.

Il mio primo ricordo di Lucio risale a circa cinquant’anni fa. Frequentavo probabilmente la quinta elementare e, come accadeva ogni anno, ci preparavamo per le recite di Carnevale nelle scuole elementari di via Matteotti.

Ricordo una persona china su un enorme disegno che avrebbe fatto da sfondo allo spettacolo. Non riesco più a ricordare con certezza che cosa rappresentasse: forse Pulcinella, forse altre maschere. Ricordo però benissimo che era . E ricordo soprattutto lui, , mentre lo dipingeva con passione, impegno e una bravura che, agli occhi di un bambino, appariva straordinaria.

Sono trascorsi cinquant’anni, ma quell’immagine è ancora viva nella mia memoria. È rimasta soprattutto la sensazione del bello che Lucio riusciva a creare e a donare agli altri. Lo faceva già allora, nella scuola alla quale ha dedicato tanti anni della sua vita come maestro e vicepreside. E ha continuato a farlo dopo, attraverso l’arte, la cultura e l’impegno per Sala Consilina.

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Tra la nostra famiglia e la sua esiste da tantissimi anni ’ , profonda e autentica. In particolare, c’era un rapporto quasi fraterno, fatto di affetto, stima, condivisione e presenza reciproca.

Si coinvolgevano reciprocamente in tantissime cose, condividendo idee, progetti e intere giornate. Anche i libri scritti da mio padre diventavano un’occasione preziosa per trascorrere del tempo insieme. Con la “scusa” dell’impaginazione, affidata puntualmente sempre e soltanto a Lucio, lavoravano fianco a fianco per giornate intere. Ma, probabilmente, il libro era anche un modo per ritrovarsi, confrontarsi e coltivare ancora di più quella loro amicizia così profonda.

E poi arrivava il momento delle presentazioni. Anche in quelle , , era irrinunciabile. Le loro letture di alcuni passaggi non rappresentavano un semplice elemento aggiuntivo: erano parte integrante del libro stesso, quasi il suo naturale completamento. Per mio padre, senza Lucio e Lina a dare voce alle sue pagine, probabilmente ogni presentazione sarebbe stata incompleta.

Un legame che ha coinvolto tutti noi e che il trascorrere del tempo non ha indebolito.

Trentasei anni fa preparò insieme a Lina il concorso per diventare insegnante. Da allora, e ancora oggi, il suo rapporto con Lina e con Elvira è rimasto fortissimo. Non una semplice conoscenza, dunque, ma un’amicizia capace di attraversare gli anni e di unire profondamente le nostre famiglie.

Lucio era una persona poliedrica, capace di fare bene tantissime cose. Era un artista, un grande conoscitore e amante dell’arte, un uomo di scuola e di cultura. Ma ciò che oggi desidero ricordare più di ogni altra cosa è la sua à.

Lucio c’era sempre: per gli amici, per il paese, per la comunità. C’era con le sue capacità, con le sue idee e con la sua generosità. Si metteva a disposizione senza risparmiarsi, con quella naturalezza che appartiene soltanto alle persone che considerano il bene degli altri una parte essenziale della propria vita.

Oggi la perdita di Lucio rappresenta un grandissimo dolore, per tutti quelli che lo hanno conosciuto.

Ma una persona che ha significato così tanto per la propria famiglia, per gli amici e per un’intera comunità . Continua a vivere nei ricordi, negli insegnamenti trasmessi, nella bellezza creata, nei gesti compiuti e nel bene seminato lungo il proprio cammino.

, , il mio abbraccio, quello di mia sorella e della mia famiglia, insieme alle nostre più sentite condoglianze.

, . Resterai per sempre nei nostri cuori.

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