Oltre il Rosa; andare oltre e imparare ad amarsi

 

Da Angelo Andriuolo

Superare gli stereotipi di genere e andare oltre i luoghi comuni per arrivare alla persona, è la vocazione della Associazione Artemide, una Onlus nata con l’obbiettivo di diffondere e fare divulgazione sulla medicina di genere.  Oltre il Rosa. Menopausa e Perimenopausa: conoscere il cambiamento, prendersi cura del futuro, è l’evento organizzato da quest’ultima – come anticipato (https://www.ilquotidianodisalerno.it/2026/10/26/oltre-il-rosa-nuova-importante-iniziativa-della-onlus-artemide/) – allo scopo di promuovere la consapevolezza sui cambiamenti che avvengono nel corpo durante la menopausa, abbattere gli stigmi sull’argomento e incoraggiare la prevenzione.

L’ incontro, che ha avuto luogo il 29 novembre presso l’“Ex Tabacchificio Centola” di Pontecagnano, ha visto l’avvicendarsi di esperte nei diversi campi della medicina. A fare gli onori di casa, il sindaco di Pontecagnano Faiano, Giuseppe Lanza, l’assessora con delega alla Sanità del Comune di Pontecagnano Faiano, Roberta D’Amico, la presidente dell’Associazione Artemide, Roberta Buonocore. Cicerone dell’evento è stata la moderatrice Concita De Luca.

Ad aprire il dibattito, la dottoressa Giuseppina Farnetaro, ginecologa (Clinica Malzoni), la quale presenta al pubblico cosa comporta la menopausa, oltre la semplice cessazione della fertilità: l’assenza degli estrogeni prodotti durante l’attività ovarica (i quali inoltre contribuiscono a mantenere tonici organi come il cuore e il cervello) determinano quegli sbalzi ormonali nel periodo della perimenopausa che portano l’ipotalamo ad attivarsi, “convincendosi che il corpo sia in fiamme”. I sintomi – continua la dottoressa Farnetaro -, tra i quali vampate di calore e intensa sudorazione notturna, posso essere lievi ed affrontati con una dieta accorta e con l’uso di rimedi naturali;  nel caso in cui questi arrivino a condizionare la vita della donna in maniera importante nel fisico e nella sfera intima, ci si avvale di terapie farmacologiche per sopperire alle carenze di estrogeni come la Terapia Ormonale Sostitutiva (T.O.S), spesso evitata a causa di paure infondate.

Allacciandosi al discorso della collega, interviene la dottoressa Marta Marracino, vicepresidente di Artemide e internista (AOU San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona), trattando delle problematiche legate al metabolismo e all’aumento di peso durante la menopausa. Proprio la brusca riduzione degli estrogeni-spiega la dottoressa Marracino- porta con sé la conseguente riduzione del tessuto muscolare adiposo, così cambiando il metabolismo basale della donna: si consumano meno energie e ciò che mangiavamo prima diventa improvvisamente cibo in eccesso. “Aumentano il peso e la ritenzione idrica e non sappiamo come gestirlo. Ma tutti possono dimagrire anche a novanta anni. E’ necessario però cambiare alimentazione e applicare le giuste strategie per affrontare i cambiamenti metabolici: in questo senso, una dieta a base di proteine magre (pollo, frutta, latticini scremati) è un’ottima strategia.”. La Marracino conclude il suo intervento con un invito anche a praticare attività fisica di resistenza per la muscolatura, come ad esempio il pilates. Il tutto senza spingere al limite il corpo agognando un dimagrimento rapido, cosa che potrebbe avere effetti indesiderati. Insomma, “Niente atti eroici!”.

Sugli effetti che la menopausa può avere sul cuore, interviene la dottoressa Amelia Ravera, cardiologa (AOU San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona). La dottoressa Ravera mette subito in guardia il pubblico sulla prevenzione e sull’ importanza dei controlli: “Si muore molto più di malattie cardiovascolari che di tumore, ma nonostante tutto abbiamo molta più paura di questi ultimi. Dopo la menopausa almeno una donna su due andrà incontro ad eventi cardiovascolari, solo una donna su ventuno avrà problemi di tumore al seno”. Questo, come illustrato dalla dottoressa, è dovuto ad un irrigidimento delle arterie durante la menopausa che porta la percentuale di rischio di malattie cardiovascolari nella donna al pari di quella degli uomini. L’irrigidimento delle arterie causa un aumento della pressione portando al rischio di ipertensione arteriosa. “Come ha spiegato precedentemente Marta (Marracino), vi è un cambiamento nella distribuzione del grasso dalla zona ginoide alla zona androide (ovvero l’addome), ed è questo a far male al cuore. E ’importante, quindi, che la prevenzione avvenga prima della menopausa, anche perché non tutte le donne partono dallo stesso rischio: la genetica e l’anamnesi (“storia” medica del paziente e dei famigliari, ndr) hanno il loro peso”. La Ravera  conclude il suo intervento ricordando l’importanza di uno stile di vita sano, come fondamento basilare per prevenire scompensi cardiaci: “Spesso la gente si sente assolta dall’assunzione dei farmaci, ma la vera prevenzione si fa a tavola, si fa non fumando, si fa praticando sport. Comportamenti nocivi e abitudini alimentari sregolate possono persino annullare gli effetti positivi dei farmaci”

Menopausa precoce e terapia oncologica: Che relazione vi è tra le due? Questa il problema posto  alla dottoressa Bianca Serio, ematologa (AOU San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona). “Quando parliamo della menopausa” spiega la dottoressa “abbiamo a che fare con un processo graduale durante il quale il corpo ha il tempo di abituarsi al cambiamento in atto, ma quando è la terapia ad indurre la menopausa essa avviene d’impatto, senza darci il tempo di metabolizzare i processi in atto. Il brusco calo di estrogeni avviene perché il chemioterapico, abbattendo le cellule tumorali, che sono cellule in fase di moltiplicazione attiva e quindi veloci, non riesce a distinguere tra cellule “normali” e cellule “patologiche”. In questi casi può capitare che le ovaie entrino in una fase di quiescenza che può essere temporanea ma anche definitiva”. Inevitabile la domanda della moderatrice De Luca, che chiede se vi siano e quali siano le possibilità per contrastare queste conseguenze: “Abbiamo la possibilità di praticare terapie sostitutive per cercare di contenere i sintomi, cosa che già facciamo con l’osteoporosi per la quale esistono terapie supportive e integrative. Inoltre, per le donne in età fertile e che pensano ad una futura gravidanza abbiamo anche la possibilità di fare una criopreservazione: conservare gli ovociti per permettere, successivamente, la gravidanza. Qualora non sia possibile muoversi in tal senso, si può pensare anche all’ utilizzo di farmaci per mettere in stand-by l’attività ovarica in modo da preservarli, dato che, come detto pocanzi, la chemio mira alle cellule attive. Ovviamente, queste possibilità dipendono sempre dalla patologia e dai tempi tecnici per poter agire ed in questi casi è fondamentale il dialogo interdisciplinare tra diversi esperti allo scopo di fornire alla paziente specifica ciò di cui davvero necessita.”

Ma cosa comporta la menopausa sul piano emotivo? A questa domanda risponde la dottoressa Antonietta Grandinetti, psicologa (ASL Salerno): “La menopausa è un argomento fortemente stigmatizzato, e questo è spesso legato al fatto che si tende a far coincidere la femminilità con la fertilità. Ma la menopausa è un momento che fa parte dell’essere donna, come l’adolescenza o la maternità, e anche essa, come questi, rappresenta un transito, un cambiamento nel quale è necessario trovare un nuovo equilibrio. Ma ciò non avviene perché la menopausa non viene vissuta come un cambiamento fisiologico ma come qualcosa da subire. Questo si traduce inevitabilmente nella reticenza a parlare dei problemi della menopausa anche con degli specialisti, soprattutto se andiamo a toccare argomenti come il calo del desiderio”. Significativa e d’impatto è stata l’osservazione con la quale dottoressa Grandinetti ha chiuso il suo intervento: “Oggi la vita è cambiata: all’età di 50 anni una donna, molto spesso, è all’apice della sua carriera e si muove in un mondo socio-culturalmente molto lontano da quello della madre e delle nonne. In un contesto di questo tipo la perdita della memoria o del sonno ha un impatto significativo sulla qualità della vita. Per questo è importante che anche il discorso su questi temi vada avanti, che si evolva, per darci la possibilità di riconoscerci nuovamente”.

L’evento si è poi chiuso con il rituale confronto tra relatori e pubblico in sala, ma con una piccola differenza rispetto al classico domanda-risposta diretto. Vista la delicatezza degli argomenti trattati, ai partecipanti sono stati forniti dei foglietti sui quali poter scrivere (in forma anonima, ovviamente) le domande che sono state poi lette alle dottoresse dalla moderatrice De Luca.

 

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