BENZINE – TRASPORTI: tra poche realtà e molte mistificazioni … parla Massimiliano Amato

 

Aldo Bianchini

SALERNO – La cosa era ampiamente prevedibile ed è accaduto; per un governo nazionale che vanta il primato della longevità tra tutti i “governi italiani” dal 45 ad oggi era nell’aria, anzi nelle carte, che qualcosa di grosso potesse succedere proprio quanto questo primato veniva conquistato con i quattro anni e passa di esistenza al comando del Paese.

Ed è accaduto per cause non dipendenti dalla volontà del premier ma per una casualità planetaria per colpa delle guerre in atto e del blocco dello stretto di Hormuz (Strait of Hormuz) che ha praticamente azzerato i rifornimenti petroliferi iraniani a buona parte dei Paesi del mondo. Tra i quali, in prima fila, l’Italia che paga in un sol colpo tutte le colpe (a cominciare dalle Sette Sorelle di Enrico Mattei) per aver accaparrato quasi tutti gli impianti di raffinazione dei carburanti per l’Europa.

Gli altri hanno scoperto ed estratto il petrolio, ognuno per conto proprio, fino al punto di garantirsi una certa autonomia; noi ci siamo arrovellati, per via di inetti filosofi senza arte né parte, sui problemi dell’ambiente bloccando il nucleare e fermando addirittura i sondaggi per l’estrazione del petrolio in molte zone del Paese. Ed ora si riparla del nucleare e di ampliare le estrazioni della Val d’Agri destinata a diventare presto la zona più ricca del Bel Paese.

L’Italia si ritrova oggi a pagare colpe in parte non sue e sicuramente non attribuibili al “governo Meloni“ che può essere simpatico o antipatico ma che è assolutamente fuori da ogni responsabilità (e lo scrivo turandomi il naso) nel merito di quanto accaduto in queste due ultime settimane.

Ed è qui che la sinistra commette un errore storico nel voler, anche larvatamente, spostare una crisi mondiale nella battaglia politico-elettorale per far cadere adesso la Meloni e per non correre il rischio delle elezioni che appaiono, giorno dopo giorno, a rischio sconfitta. E lo fa, la sinistra, nel momento in cui anche diversi magistrati, redenti sulla Via di Damasco, stanno cominciando a formulare accuse penali nei confronti di tutti: dai ragazzini che sfasciano le vetrine per rubare (altro che rivendicazioni sociali) ai camionisti autotrasportatori che tra poche realtà e molte mistificazioni cercano di fare esclusivamente i loro affari (ci sono state ben 500 segnalazioni all’Autorità Giudiziaria da parte dei Carabinieri).

Non è questo il modo e il metodo giusti per fare politica vincente; ma la sinistra sorda ad ogni appello non lo capisce.

Il discorso, comunque, sarebbe lunghissimo ed i suoi tratti ognuno può vederli e leggere secondo una propria convinzione; non ci si dovrebbe mai far prendere dalle bandiere di appartenenza ma mi rendo conto che è difficilissimo.

Mi ha colpito in senso molto positivo un post che il giornalista-scrittore Massimiliano Amato ha scritto su SB qualche giorno fa:

  • Lo dico? Le proteste dei camionisti non mi hanno mai suscitato particolari entusiasmi. Sono padroncini (chiamiamoli col loro nome), e solo una sinistra che ha smesso da anni di fare l’analisi della “composizione di classe” può vedere nei loro blocchi un principio di rivolta sociale. Io invece vedo un Sud quasi in ginocchio: con i distributori senza carburanti, gli scaffali dei supermercati vuoti, privato dei generi di prima necessità, tra cui i farmaci. Il gasolio a 2,30 lo stiamo pagando tutti da settimane, senza fiatare. Chi può permetterselo senza troppi pensieri e chi è costretto a contare i soldi che gli sono rimasti nel portafogli per andare a lavorare. E i ricarichi sui prodotti legati al caro carburante pure li stavamo registrando (e pagando) da settimane. Ma quello che colpisce di più è l’assoluto egoismo sociale che sta dietro ogni loro protesta, lontani come appaiono mille miglia dalla consapevolezza delle conseguenze che i loro blocchi possono avere sui ceti meno protetti, e i soggetti più deboli. Insomma, prendetevi la mancetta del governo amico vostro e tornate a lavorare, sù. Tanto, tra un anno voterete di nuovo la destra.

 

Sottoscrivo parola per parola il post di Massimiliano che, è giusto precisare per chi non lo conoscesse, è un uomo e uno studioso assolutamente di sinistra, senza se e senza ma, e da quel ruolo ha sempre dato lezioni di coerenza a tutti: i numerosi libri che ha scritto ne sono la più plastica delle dimostrazioni.

Per chiudere rivolgo una semplice domanda ai tanti politici e politicanti di sinistra (o almeno così dicono di essere) che in queste settimane si sono sperticati a portare sui luoghi dei blocchi stradali ovvero a cercare di giustificare (insieme a qualche filosofo di borgata) quei ragazzini allievi-delinquenti che hanno sfasciato e rubato; la domanda è “Se qualcuno di questi camionisti e/o ragazzini dovessero essere condannati per azioni mafiose o più semplicemente per eversione allo stato puro, con sfasci e furti, come giustificheranno la loro presenza solidale in quei posti inquinati e preda di associazioni criminali ?”.

La base politica della sinistra del Paese dovrebbe rapidamente imparare che così non si raccoglie niente a livello di consenso elettorale; so che è difficile, ma almeno ci spero.

 

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