LOLLY BERTI: SPERAVO CHE ALBERTO SORDI SI INNAMORASSE DI ME!

 

Da Daniela Lombardi

 

ROMA – Ho avuto l’onore di conoscere Alberto Sordi nel 1994 alla Sacher cinematografica di Roma, produzione  incaricata alla realizzazione del film: “Nestore L’ultima Corsa”.

Mi recavo spesso negli uffici della Sacher,  per prendere accordi di lavoro, per l’attrice Cinzia Cannarozzo, protagonista femminile del film,  di cui ero l’agente. Speravo sempre di incontrarlo ma l’occasione non si presentava mai.

Un giorno, fui convocata dalla produzione per un colloquio; mi presentai. Ricordo che era di pomeriggio, c’era il sole; avevo i capelli soffici e una camicetta di seta verde che mi scivolava morbida sul seno; il sorriso sulle labbra, ero raggiante. Mi sentivo femminile e sexy,  speravo d’incontralo.

Quando lo vidi restai colpita: un’altra persona!  Era diverso dall’attore giovane, giocherellone,  spiritoso e simpatico che avevo sempre ammirato nei film; ma un uomo serio e riservato, avanti con l’età e se vogliamo,  anche un po’ triste.

La segretaria di produzione mi presentò a lui,  e io, timidamente,  gli dissi che lo ammiravo, che era uno dei miei attori preferiti e che ero contentissima di fare la sua conoscenza.

Lei farà la cassiera”. Mi disse.

Imbarazzata,  gli spiegai che ero lì come agente e non come attrice.

Va bene, la fa lei”, disse rivolto a Walter, segretario di produzione, entrato in quel momento.

Emozionata e orgogliosa per essere stata scelta dal “maestro”, avvampai in viso come una ragazzina.

Il primo ciak lo girammo al Teatro Volturno di Roma, di cui io ero la direttrice. Alle sette del mattino, ero in teatro, stanca morta,  poiché non avevo  chiuso occhio un momento, per l’eccitazione di girare le scene con lui.

Arrivò due ore dopo, parlava poco; i componenti della troupe si rivolgevano a lui per chiedere chiarimenti sulla regia.

Mi sentivo confusa, volevo fare bella figura, ma ero incapace di dire una parola.

Quando Alberto si avvicinò alla cassa del teatro, per il primo ciak, recitando la prima battuta, ce la misi tutta per far bene e come una scolaretta che si trovi di fronte all’insegnante, recitai il mio piccolo ruolo con impegno. 

Brava è andata bene”! – mi disse quando avemmo finito. Fui felice del suo complimento.

Mi era sempre piaciuto Alberto Sordi, sia come uomo che come attore,  e pur non avendolo mai confidato a nessuno,  speravo s’innamorasse di me.

Egli non era più il bel giovane che ricordavo: ma restai affascinata dall’uomo riservato e cortese che recitava con semplicità e maestria.

Per tutto il tempo che “la mia attrice”, Cinzia Cannarozzo, recitò nel film, la seguii sul set, felice di restare accanto al  famoso attore Alberto Sordi.  Lo seguivo con lo sguardo ascoltandolo durante la recitazione e la regia e ad ogni occasione possibile, ci scambiavamo una parola e un  sorriso.

Quando Cinzia girò la sua ultima scena nel film, al momento dei saluti lo abbracciai; ricordo che mi sorrise e mi strinse forte.

Resterà sempre nel mio cuore.

 

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