Cava de’ Tirreni: Futuro decollo o futuro disastro

 

Da Annamaria Senatore

CAVA de’ TIRRENI – Dopo tre anni di silenzio, anche l’ing. Augusto Strianese, che pure ha contribuito in modo determinante a realizzare l’aborto dell’aereoporto di Pontecagnano, qualche giorno fa, ha deciso d’intervenire. Ex presidente della Camera di Commercio di Salerno ed ex presidente del consorzio aeroportuale, ha dichiarato che occorrono «persone competenti». Un’affermazione che fa desumere un principio, ovvero che quelli che seguono le infrastrutture nella Provincia di Salerno “non sono tanto competenti”.Intanto, per sfruttare la scia del decollo del significativo “percorso di sviluppo che ha portato alla realizzazione di grandi infrastrutture quali il porto, aeroporto ed interporto, piattaforma logistica, sistema autostradale e stradale, alta velocità ferroviaria, portualità turistica, il tutto in grado di far emergere la competitività organica provinciale”, generato dai “non competenti” (come riportato nel Protocollo Carisal/Comune di Cava de’ Tirreni) di cui sopra,  il Comune di Cava de’ Tirreni ha sottoscritto con la Fondazione Carisal un protocollo per aderire al Progetto “Invest in Salerno”, unico Comune in Provincia di Salerno. Evidentemente l’attesa pronosticata da tali soggetti è che riescano ad attirare tanti capitali a Cava de’ Tirreni come hanno già fatto per lo sviluppo, ad esempio, dell’aeroporto di Pontecagnano. SVILUPPO?

In sintesi due sono i casi:

1. o viviamo in una provincia dove tutte queste infrastrutture sono solo uno spreco di denaro per opere incompiute e che mai funzioneranno;

2. oppure stiamo vivendo un brutto sogno e svegliandoci troveremo queste belle opere funzionanti e fruttuose.

Si fa fatica a trattenere l’irritazione. Questa è gente che continua a vivere di burocratismo, con limiti programmatici seri, più che preistorici e demenziali.

Ci ritroviamo ancora oggi a contemplare situazione che indignano: sostegno di facciata per il nulla; protocolli autoreferenziali lontani tanto dalla rabbia sociale, quanto dai temi dei ceti produttivi e professionali.

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